Ali Khamenei: “Fermiamo i libri pericolosi”

di Giada Aramu Commenta

Durante un incontro con gli editori tenuto in questi giorni in Iran, il valore del libro è stata duramente messo in discussione. L’incontro era presieduto da Ali Khamenei, guida dell’Iran e grande studioso, che durante l’evento che dichiarato davanti ai responsabili dell’editoria iraniana, la presenza di libri pericolosi sul mercato iraniano confermando che, mentre la lettura di alcuni libri dovrebbe essere difesa e promossa, la consultazione dei testi politici dovrebbe invece essere fermata.   

La dichiarazione di Khamenei è stata messa in discussione molto presto dal Ministro della Cultura iraniano Ataollah Moherajerani che ha invece ribattuto che la lettura dovrebbe essere accessibile a tutti, senza limiti di genere, di età o di argomento. Mohajerani ha continuato a criticare le parole del leader affermando che in realtà gli unici timori dei grandi uomini di Stato sono legati alla messa in discussione della supremazia e del potere di chi governa il Paese; domande e dubbi che, secondo i leader, verrebbero fomentati dalla lettura di libri, soprattutto se di carattere politico e sociale.

Neanche i giornalisti si sono arresi di fronte alle parole di Ali Khamenei che, alla richiesta di indicare i libri considerati pericolosi, si è rifiutato di rispondere. Chi conosce però il mercato editoriale del Paese sa bene quanto questo sia controverso e assolutamente privo di libertà: in molti si sono pronunciati a favore della censura, totale o parziale, di alcuni testi tanto che i romanzi che noi conserviamo nella nostra libreria in versione integrale, in Iran hanno subito una forte censura o addirittura proibiti (pensiamo ad esempio a James Joyce, Gabriel García Márquez, Kurt Vonnegut e Paulo Coelho).

Dura la dichiarazione di Ali Khamenei a proposito della censura e proibizione di alcuni testi: “Come il veleno e le droghe non sono a disposizione di tutti senza alcuna resitrizione, così anche l’industria editorial ha il dovere di non mettere nelle mani di chi non ha un’istruzione libri di questo genere”.

 [Photo Credits rferl]

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