Chiesto il ritiro del libro per bambini su mamme gay “Piccola Storia della nostra famiglia”

di Valentina Cervelli Commenta

 Il 2012 sembra aver svegliato fuochi polemico-letterari in buona parte della politica. Che si staglia con forza contro i libri per bambini a tematica omosessuale. Ed un volume che potrebbe portare i piccoli a comprendere il mondo attorno a loro ed a non crescere con pregiudizi e sotto la spinta dell’omofobia, diventa il centro di attenzione mediatica e non e di richieste di ritiro dalle biblioteche. A farne le spese in questo caso  il libro Piccola Storia della nostra famiglia.

Avevamo già visto un atteggiamento del genere nei confronti del libro Piccolo uovo di Altan. Questa volta, invece che due pinguini ad essere protagoniste sono due mamme che per avere un bambino si rivolgono ad un centro specializzato nella fecondazione eterologa in Olanda. Il risultato però è stato lo stesso: non un plauso ad una lodevole iniziativa letteraria, in grado di rendere comprensibili per i piccini un naturale modo di essere, ma una serie di polemiche e di richieste che puntano tutte quante nella stessa direzione.  Ovvero quella di evitare che il libro venga letto dai bambini.

La questione come sempre, sebbene non vi sia niente di scabroso all’interno dell’opera opportunamente pensata per un libro adatto anche ai più piccoli,  va sempre  ” a sbattere” su un ipotetica questione morale, puntando a “criminalizzare” qualcosa di già esistente in natura. A prescindere dal proprio pensiero personale, questo è un caso sul quale bisogna riflettere.  Quale è lo scopo della demonizzazione di un libro che di per se steso è tutt’altro che pericoloso?

La storia di Meri e Franci in fin dei conti è uno spaccato di realtà. La politica segnala di aver ricevuto segnalazioni da alcune mamme.  La vera domanda da porsi è una: perchè questo libro deve essere considerato pericoloso quando potrebbe rappresentare un ottimo strumento di educazione per il bambino? Il rischio è che come giò accaduto in lontani passati, l’ideologia metta a rischio la letteratura.

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