Vaticano censura libro di una suora su coppie gay

di Valentina Cervelli Commenta

La censura può colpire in diversi modi. Uno dei tanti è quello di ritenere inaccettabile per un determinato fine dei concetti: comportamento che porterà la categoria di riferimento degli stessi più incline al rifiuto del libro. Possiamo definire in questo modo la “non accettazione” da parte del vaticano del libro Just love, scritto da Suor Margaret A. Farley, nel quale si affrontano temi come l’omosessualità e la masturbazione.

Due concetti che spesso, per la Chiesa cattolica hanno rappresentato fonte di discussione e polemica. Anche nei confronti dei suoi stessi credenti che, come giusto socialmente, in entrambi i casi si comportano quasi sempre di coscienza, evitando ogni sorta di discriminazione e non condannando la masturbazione come cosa impura. L’autrice del libro ha fatto lo stesso, mettendo nero su bianco come l’omosessualità non debba essere condannata e l’autoerotismo rappresenti un modo per la donna, soprattutto, di conoscere il proprio corpo.

Questi due pensieri, in particolare, hanno stimolato la censura. Lungi noi dal voler criticare a piè pari una istituzione religiosa, ma il fatto che la “Congregazione per la Dottrina della fede” abbia reputato il libro “in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell’ambito della morale sessuale” sottolineando pur non prendendo provvedimenti disciplinari in merito le posizione della consorella “non può essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso”, parla essenzialmente da solo.

La censura, e parlo da lettrice, è un’azione scomoda e inutile da qualsiasi punto di vista, per qualsiasi motivazione e condotta da qualsiasi interlocutore. Per due motivi: il primo è che la cultura, in qualsiasi senso venga intesa, troverà sempre modo di venire diffusa, così come le buone storie. Il secondo è che una volta censurato, qualsiasi libro è in grado di scatenare più curiosità di quella che scatenerebbe se non ricevesse della pubblicità indiretta di questo tipo.

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