I diritti del lettore di Pennac. Quinto, il diritto di leggere qualsiasi cosa

di Barbara Commenta

Con il diritto di leggere qualsiasi cosa siamo quasi a metà strada dell’elenco dei diritti imprescrittibili del lettore che Pennac ha redatto in Come un romanzo. Questo diritto, che per molti è un’ovvietà, è stato invece per me il più difficile da digerire visto che non ho mai potuto leggere quello che volevo.

Negli ambienti che ho sempre frequentato, scolastici, familiari, nella cerchia degli amici, c’è sempre stata una sottile distinzione tra chi legge libri alti e chi robetta.

In pratica, se all’epoca mi fossi presentata con I love shopping sotto il braccio molti avrebbero storto il naso. Sembrava che la letteratura potesse dirsi tale solo se “alta”. E oggi?

Oggi, un ragazzo che legge i libri della Meyer viene sicuramente considerato da alcune persone un lettore di livello minore rispetto a chi legge Roth.

D’accordo, è innegabile che Philip Roth scriva meglio della Meyer (se Roth non vi piace vi propongo un paragone con la scrittrice fantasy Ursula Le Guin), ma non è detto che piaccia più di lei, non è detto che possa condurre un ragazzo alla passione per la lettura più di una saga di vampiri.

Se ripensiamo ai tempi in cui ci toccava studiare letteratura, non è stato certo Manzoni a conquistarci, ma magari un Moccia d’altri tempi o un bel fumetto. Insomma, la lettura è portatrice di una serie di esperienze a prescindere dal tipo di romanzo che stiamo leggendo.

L’importante, ne sono convinta, è non leggere sempre la stessa cosa. La curiosità deve accompagnare la disponibilità a leggere qualsiasi cosa: gialli, romanzi rosa, saggistica, fantasy, biografie, fumetti, graphic novel.

Mentre scrivevo mi è venuto in mente che questo diritto potrebbe portarci a discorsi più impegnativi ovvero alla censura non solo sociale, ma istituzionale. E’ un tema delicato, tornato recentemente alla ribalta. Può qualcun’altro decidere cosa possiamo leggere? Decidere della legittimità ad esistere ed essere pubblicato di un romanzo o di un saggio? Ne riparleremo su Libri e Bit.

Photo Credits | bon..c’est t’elle encore..

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