I diritti del lettore di Pennac. Ottavo, il diritto di spizzicare

di Barbara Commenta

Il diritto di spizzicare l’ho sempre fatto mio insieme al diritto di leggere ovunque. Quando ero bambina, passavo ore intere, non scherzo, a spulciare la libreria dei miei che si avvicinava, tra libri e fumetti, al migliaio di volumi.

Ancora adesso, sia in libreria che in biblioteca, per non parlare dei libri che ho a casa, ho l’abitudine di aprire i romanzi a caso, dare una sbirciatina, leggere qualche pagina e poi rimetterli lì. Ci sono volumi di cui credo di aver letto le prime tre pagine decine di volte, senza andare mai avanti.

Non sono ancora arrivata alla paranoia di Harry del film Harry ti presento Sally, che leggeva subito l’ultima pagina nel caso fosse morto prima di finire il libro. Anche quello, in fondo, è però un diritto del lettore. Un lettore magari non troppo normale, ma pur sempre un lettore.

In qualche modo, il diritto di spizzicare ha a che fare contemporaneamente con la mancanza di tempo e con il delirio di onnipotenza di noi lettori. Decidiamo quanto, in base alla nostra voglia e ai minuti a disposizione. Non c’è autore che possa costringerci ad essere talmente rapiti dalla sua opera da leggerla tutta d’un fiato, specie se disponiamo solo della pausa pranzo.

A volte tale diritto ci si ritorce contro, come quando da bravi ragazzi educati in parrocchia ci mettiamo a spizzicare i Sacri Testi, nella speranza di cogliere al volo un messaggio soprannaturale. Ecco: non spizzicate mai la Bibbia. Io e una mia amica una volta l’abbiamo fatto sperando di capire perché non ci filava mai nessuno e la prima frase che abbiamo letto è stata: come ho creato te ho creato l’ippopotamo.

I diritti, d’altronde, bisogna saperli esercitare correttamente, lasciando da parte deliri e atteggiamenti magici. Forse solo le raccolte di poesia possono garantirci un messaggio qualsiasi pagina apriamo e qualsiasi verso scegliamo. Ma anche qui farei massima attenzione.

Per il resto, sono una accanita sostenitrice dello spizzicamento: a volte anche la nostra mente ha bisogno di un po’ di dieta e allora invece di abbuffarci con l’ultimo corposo bestseller, meglio leggiucchiare qua e là.

Photo Credits | Honou

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