Riassunti e riduzioni dei grandi romanzi: utili o dannosi?

di Barbara Commenta

Alcune case editrici stanno da tempo pubblicando delle versioni ridotte di famosi romanzi. Tomi consistenti di narrativa considerata tipicamente femminile, Jane Austen per intenderci, vengono privati delle pagine più noiose o inutili per renderne più agevole la lettura.

La prima domanda che mi pongo di fronte a queste edizioni è: chi decide quali pagine sono inutili, quali si possono saltare senza modificare il senso del romanzo, quali sono noiose? Certo, pagine e pagine di descrizioni di abiti o di balli non sono il massimo per me, ma per altri lettori sono fortemente evocative e indicative del messaggio o dell’atmosfera che lo scrittore vuole comunicarci.

D’altronde non posso dimenticare neanche i diritti del lettore così ben sintetizzati da Daniel Pennac in Come un Romanzo: il diritto di non leggere, il diritto di saltare le pagine, il diritto di non finire il libro, il diritto di rileggere eccetera.

Tra questi il diritto di saltare le pagine lo considero sacrosanto. L’ho fatto con molti romanzi che mi stavano annoiando a morte, non tanto con i classici quanto con quei best sellers che sembrano avere interi capitoli messi lì solo per aumentare le dimensioni del volumone di turno. Anche voi lettori e lettrici di Libri e Bit volete confessare di aver commesso questa cattiva azione?

Sicuramente, però, saltare le pagine non equivale a leggere un romanzo ridimensionato a priori. Intanto perché siamo noi a decidere quali passi ci interessano meno e in secondo luogo perché anche mentre ci accingiamo a lasciarceli alle spalle, lasciano comunque dietro di noi un’impressione, un suggerimento su quello che lo scrittore voleva dirci.

Discorso a parte meritano, naturalmente, le versioni ridotte per bambini, che trovo invece utilissime. Io stessa da ragazzina ho letto Tolstoj e altri classici proprio tramite sintesi mirate delle loro opere. Forse anche per questo sono poi andata a cercare di rileggere i romanzi originali. Voi cosa ne pensate?

Photo Credits | B.Rosen

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