Book trailer: Ragione e sentimento e mostri marini

di Barbara Commenta

Se siete deboli di cuore non guardate questo divertentissimo video. All’irresistibile senso dell’umorismo di chi ha realizzato il book trailer si allacciano anche effetti speciali niente male. Vederete sprofondare Mr. Dashwood nel lago, trascinato sul fondo dal mostro marino, con gran spargimento di sangue. Non so se anche I promessi morsi, versione splatter de I promessi sposi, presenti descrizioni altrettanto sanguinolente. Probabile.

Certo che, se davvero era affetta dalla variante dell’autismo detta Asperger, difficilmente Jane Austen avrebbe compreso queste versioni orror-comiche dei suoi più famosi romanzi. Ragione e sentimento e mostri marini segue infatti la fortunata pubblicazione del primo mash up, adorato dai giovani lettori, Orgoglio e pregiudizio e zombie.

Sarà che in questo periodo sono influenzata dalla lettura di testi che hanno come tema la paternità e il superamento delle figure genitoriali, ma ho cominciato a pensare che il valore di questi libri non è naturalmente nella loro qualità letteraria.

Piuttosto, con il loro carattere dissacrante, ci consentono di ridimensionare i nostri fantasmi letterari. Facciamo un esempio: vi ricordate i tempi del liceo e i nostri professori? Avevamo forse la libertà di dire che Manzoni non ci piaceva e che Le ultime lettere di Jacopo Ortis ci avevano stecchiti alle prime righe? No, certamente.

La cultura sembra per definizione sacra e i suoi ministri intoccabili. Questa acritica venerazione, però, in cui sembra non esserci spazio per i nostri gusti personali (a meno che non vogliamo essere tacciati di incompetenza), allontana i giovani. Fa scappare proprio coloro che un giorno potrebbero scrivere dei nuovi classici.

Perciò, anche se questo genere di romanzi non suscita in me una simpatia immediata, chissà che non possa invece essere utile per rendere familiari argomenti ostici. Chissà che, usati in classe, non al posto dei classici, ma insieme ad essi, non aiuti le nuove generazioni a provare curiosità verso i mostri sacri della letteratura, anche quando, come Jane Austen, erano in grado di scrivere interi capitoli che parlavano solo di balli.

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