La Divina Commedia su Twitter

di Barbara Commenta

#DivinaCommedia: oggi va così su Twitter. Al primo posto fra le tendenze italiane, con questo ashtag (o cancelletto) si discute e si polemizza sul presunto rischio che la Divina Commedia venga censurata o esclusa dai piani di studio. Accusata di razzismo, antisemitismo, omofobia e quant’altro andrebbe pertanto evitata, per non inculcare strani concetti nelle menti dei nostri cari giovani. Va là, questa storia finirà nel nulla.

Tuttavia ci offre spunti interessanti di conversazione. Se fate ad esempio un giro tra i vari tweet scoprirete di essere d’accordo con chi ritiene intoccabile la commedia, ma in fondo in fondo sarete altrettanto solidali con chi dice apertamente: meno male, niente più Dante a scuola. Come nel caso de I promessi sposi, infatti, il nostro è pessimamente pubblicizzato.

Quante ore passate a ricostruire la frase per tradurla in italiano corrente! A che pro? Li mettevate anche voi i numeretti a matita, 1, 2, 3, per ricomporre le strane perifrasi? Io mi chiedo se non avesse più senso insegnarci ad assaporare il suono dei versi e le immagini, anche se poi tutto sarebbe stato sicuramente meno chiaro e tuttavia ampiamente più suggestivo.

Basterebbe questo, nel caso in cui la notizia avesse un valore, a smontare tutti i timori di contaminazione delle menti. Siete mai stati contaminati da Dante? Intendo nella vostra visione del mondo. Io pochissimo, più che altro ero terrorizzata dalla fine degli ignavi, mi sembrava il peccato peggiore. Oggi temo che siano altri i testi che prendono piede nella vita dei ragazzi (come è sempre stato).

Non so voi ma a me sembra tutto un trolleggiamento generale. Solo che oggi come oggi, dove la velocità penalizza la verifica delle fonti e l’importanza di esserci che ci fa sentire esonerati da riflessioni approfondite, il tema #DivinaCommedia diventa di primaria importanza, anche se non la conosciamo affatto.

Photo Credits | Demeter2007 su FLickr

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