Il Doodle di Google per I promessi sposi

di isayblog4 Commenta

Alzi la mano chi ha amato Alessandro Manzoni e I promessi sposi alle superiori. Come? Così pochi? No, non sono stupita. Sebbene il Doodle di Google dedicato al celebre romanzo sia meritatissimo (io ormai lo considero una sorta di onoreficenza), per noi studenti italiani Manzoni evoca solo ore passate ad analizzare i capitoli della tediosissima storia d’amore tra Renzo e Lucia.

In effetti, se non fosse intervenuto anni e anni fa il Trio (Solenghi, Marchesini, Lopez) con la sua parodia a farci ridere un po’ e lavorare di immaginazione sui vari personaggi, forse oggi avremmo rimosso anche buona parte della trama. Lo so, qualcuno di voi lettori penserà che io stia esagerando e qualcun altro che io stia compiendo un atto di lesa maestà, ma vi garantisco che a me il romanzo, quando l’ho letto al di fuori del contesto scolastico, è piaciuto.

A dire la verità, non amavo particolarmente lo stile narrativo manzoniano, ma alcuni personaggi avevano la mia massima attenzione e non erano certo i protagonisti. La “sventurata” che “rispose”, ovvero la monaca di Monza, era uno dei miei preferiti. Non poteva non finir male, dato il punto di vista manzoniano su determinate questioni, ma mi piaceva perché sentiva quel bisogno di rispondere, di andare oltre.

Anche Agnese, che suggerisce il matrimonio clandestino, combinato con mezzi validi legalmente ma non accettabili dalla società né tanto meno da quel fifone di don Abbondio. Una donna pratica, che non va troppo per il sottile. Poi fra’ Cristoforo, che è sì un frate, ma ha conosciuto la vita, la rabbia, la violenza.

In effetti, non credo che Manzoni sarebbe stata contento di me come lettrice: alla fine non riuscivo ad amare Renzo e Lucia, nonostante la loro forza nell’affrontare le traversie e nell’opporsi alle ingiustizie. Se oggi dovessi insegnare letteratura ai ragazzi penso che punterei proprio sui non protagonisti, che rendono la narrazione decisamente vivace e interessante.

Voi lettori avete amato Manzoni? Ne avete mai parlato con i vostri figli o i vostri amici? Il romanzo è presente nella vostra biblioteca? Ora che ci penso: chissà se lo è nella mia. Devo andare a controllare.

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