Cosa resta del padre, di Massimo Recalcati

di Barbara Commenta

 Da qualche anno il padre è tornato ad essere centrale nella riflessione collettiva. Cercando di ridare dignità al proprio ruolo, molti giovani padri hanno intrapreso un cammino di letture, romanzi e saggi, che non li classifichi come “mammi” o come surrogati della figura materna.

Ripensare la paternità, però, non è cosa facile, e non solo perché la letteratura più vasta è quella sul rapporto madre-bambino (dato di fatto cui il giornalista Maurizio Quilici ha cercato di ovviare con il suo Storia della paternità), ma anche perché confrontarsi con “il padre” è un processo doloroso.

In qualche modo, la madre è una figura che resta, anche dopo la sua scomparsa. Il padre, invece, va affrontato e superato. Sto forse parlando per stereotipi ed è per questo che sto trovando molto interessante il saggio di Massimo Recalcati. In Cosa resta del padre, l’autore, psicoanalista lacaniano, ci presenta, anche attraverso la storia del cinema e della letteratura, una paternità dai tratti ancora non precisi, una paternità in fase di cambiamento.

“Il padre”, dopo aver affrontato la risoluzione della classica struttura familiare e l’evaporazione del suo stesso ruolo all’interno di essa, può tornare ad essere il mediatore tra la legge e il desiderio? Può riprendere la sua funzione originaria, tornare ad essere una guida?

Come dicevo, Recalcati, dopo aver esposto le sue riflessioni sulla paternità, ci presenta alcune testimonianze sulla figura paterna mutuate dal cinema e dalla letteratura.

Tra queste, con mia grande sorpresa, ho trovato Philip Roth e il suo Patrimonio, di cui avevo già parlato su Libri e Bit. Insieme a Puer aternus di Hillmann, questi due libri mi appaiono il mio personale triangolo delle bermude, da cui, volente o nolente, dati i miei quarantanni, dovrò decidermi a passare.

“Un padre può morire?” sembra chiedersi attonito Philip Roth, come sembra chiedersi ogni figlio di fronte al trauma della sua dipartita. L’incontro con la malattia del padre e con la sua morte è sempre un incontro che lascia il segno. E’ l’incontro con una verità radicale. E’ l’incontro con la consistenza dell’Altro, con l’impossibilità che il padre possa proteggere e garantire la nostra vita dalla contingenza illimitata dell’esistenza. Da questo punto di vista ogni padre è morto per sempre.

Autore: Massimo Recalcati
Titolo: Cosa resta del padre – La paternità nell’epoca ipermoderna
Editore: Raffaello Cortina
Pagine: 190
Prezzo: € 14,00
ISBN: 978-88-6030-384-4

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