I peccati dei Borgia di Sarah Bower: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Quando acquisti un libro dal titolo “I peccati dei Borgia”, possedendo un’infarinatura storica sui suddetti personaggi e sull’ambiente ti aspetti un determinato tipo di prosa, inutile essere ipocriti. Il romanzo di Sarah Bower rientra più o meno nell’idea che mi ero fatta.

Quel “più o meno” è dovuto al fatto che, per quanto mi aspettassi una certa atmosfera pregna di erotismo, non mi sarei aspettata di avere tra le mani una sorta di harmony erotico. Starò esagerando un pochino? Non penso. Anche perché la stessa scrittrice non aiuta affatto a rimanere estranei da questa sensazione. Insomma: Cesare Borgia era un personaggino niente male in quanto a diabolica perversione ed era noto nel suo contesto storico per tutto ciò che sappiamo.  Il problema consta più che altro nella protagonista principale Ester, un tantino più insulsa ed in qualche modo stupida rispetto a quello che ci si aspetterebbe.

Va bene l’attrazione per ciò che è pericoloso atavica del genere, ma l’innamoramento e l’eccitazione dei confronti del fratello di Lucrezia, sua datrice di lavoro, era scontato, prevedibile e… santa pace davvero opinabile.  Non sono convinta che consiglierei la lettura di questo romanzo. Dipende cosa si sta cercando. Si cerca un romanzo storico un po’pruriginoso dalle ambientazioni ben descritte e realistiche? Può essere la scelta giusta. Si cerca qualcosa di davvero storico con un pizzico di erotismo? Uff, se cercate precisione nelle ricostruzioni, voltatevi da un’altra parte.  E’ la stessa scrittrice nella postfazione a chiedere scusa per errori che sa di aver inserito all’interno del romanzo.

Lasciate proprio perdere se cercate un libro con una protagonista forte. Detto fuori dai denti: se cercate una sorta di harmony (la sottoscritta non ha mai rimpianto di averne letti a iosa, N.d.R.) avete trovato la giusta risposta ai vostri desideri. Se state cercando qualcosa di più serio… azzardatevi a leggerlo solo se particolarmente incuriositi.

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