Sarah Ferguson: rifiutato il suo libro per bambini perché offensivo

di isayblog4 Commenta

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Può una favola per bambini che ha come protagonista un albero essere offensiva? Sì, se il libro in questione è stato scritto da Sarah Ferguson, grande nemica della Royal Family inglese. La Duchessa di York ha ricevuto una lettera di rifiuto per la pubblicazione del suo libro, un piccolo volumetto di 32 pagine dedicato ai bambini e il cui protagonista è un albero che sopravvive alla strage dell’11 settembre, una questione delicata, così delicata che per evitare eventuali discussioni e polemiche con gli Stati Uniti, è stato subito rifiutato.

Sarah Ferguson, 51 anni compiuti e un burrascoso passato, aveva inviato il suo libro, dal titolo The Little Pear Tree (“Il piccolo pero”) lo scorso mese prendendo l’iniziativa fin da subito: la Duchessa aveva infatti manifestato l’intenzione di voler presentare il libro al Presidente Barack Obama durante l’inaugurazione del Ground Zero Museum che si terrà il prossimo settembre a New York. L’entusiasmo della scrittrice non è però bastato a interessare gli editori che hanno rifiutato la pubblicazione alla Duchessa di York trovando il riferimento all’11 settembre assolutamente inappropriato.

Stupita ma non sconfitta la Ferguson ha chiesto al suo portavoce di dichiarare alla stampa che sarà lei stessa a mettere on line, e quindi sottoforma di eBook, la sua favola per bambini promettendo anche che tutti i proventi realizzati dalla vendita del volume saranno donati in beneficenza. Una scelta che è stata subito portata avanti dalla stessa Ferguson stessa che ha già in agenda moltissimi appuntamenti nelle tv di Stato e molto interviste presso alcuni dei quotidiani più famosi. La Duchessa di York non intende arrendersi e, nonostante il totale disinteresse degli editori americani e inglesi, la Ferguson ha fatto sapere che proseguirà per la sua strada scegliendo l’unica così l’autopubblicazione, l’unica via soluzione e l’unica alternativa per gli scrittori emergenti, sconosciuti e senza alcun solda da spendere la promozione della loro opera. Bizzarro, eh?  

[Photo Credits allvoices]

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