L’importanza di chiamarsi Ernesto, di Oscar Wilde: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Amore: non si può provare altro che questo nei confronti di un’opera come “L’importanza di chiamarsi Ernesto“, di Oscar Wilde.  A prescindere da come ci si sia per la prima volta avvicinati ad essa. Certo, il testo rimane grandioso in ogni sua concezione, ma va detto che vi sono alcune trasposizioni extra-letterarie da non sottovalutare.

Inutile dire che si tratta della commedia degli equivoci per eccellenza. Anche se potremmo essere puntigliosi sulle differenti traduzioni del titolo in italiano. Motivazione per la quale se potessi utilizzerei sempre il suo nome originale, attraverso il quale è più facile comprendere il gioco di parole che si trova alla base della coppia di parole Ernest/earnest. Insomma, non serve che qualcuno spieghi che questa irriverente e divertente commedia si basi in gran parte sul significato dell’onestà e su di come essa possa essere applicata all’amore. Anzi, anche la mia spiegazione in realtà è molto riduttiva del reale approccio con il quale bisognerebbe leggere quest’opera.

Perchè non vi è nulla da fare: va letta e basta. Devo ancora conoscere qualcuno che non sia rimasto piacevolmente colpito dalla storia di Jack e Algernon. E’ impossibile non morire dalle risate leggendola. In questo caso anche l’umorismo inglese è facilmente comprensibile. Sarà poi che io in realtà sono stata introdotta a questa particolare opera di Oscar Wilde dalla sua rappresentazione cinematografica con due attori che amo particolarmente, specialmente quando lavorano insieme, ovvero Colin Firth e Rupert Everett. Come non innamorarsi quindi dell’opera, la cui lettura è arrivata immediatamente dopo? Mi dispiace non averla recensita prima, ma l’avevo completamene cancellata dalla mia mente,

Lo sto facendo ora per consigliarvene la lettura. Dialoghi e narrazione si alternano perfettamente nel testo, rendendo la lettura facile e scorrevole, senza alcun intralcio. Datemi quindi retta e leggetela! In qualsiasi lingua vogliate, ed in qualsiasi formato. Ne vale sempre la pena, senza ombra di dubbio.

 

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