Anche gli editori scendono in campo contro la legge “bavaglio”

di Valentina Cervelli Commenta

Spread the love

Anche le case editrici si schierano contro il ddl intercettazioni, comunemente conosciuto sotto il nome di “legge bavaglio”. E non è la prima volta che accade. Già nel Maggio nel 2010, quando per la prima volta, politicamente parlano, il Senato arenò di fatto la legge, gli editori fecero sentire la loro voce. E per farlo scelsero la Fiera del Libro di Torino. Ora tornano a rinnovare il loro appello contrario.

Una presa di posizione di un certo livello che i lettori, ancora scioccati dagli effetti della legge Levi non sanno come interpretare. L’editoria è ad ogni modo salda nelle sue decisioni. A prescindere infatti dalla parte del disegno di legge che riguarda direttamente le intercettazioni della magistratura, la richiesta è quella di non mettere “il bavaglio” all’informazione.

All’appello partecipano i maggiori editori del web: Marco Cassini e Daniele di Gennaro, della casa editrice Minimum fax; Giuseppe e Alessandro Laterza, degli Editori Laterza e da Stefano Mauri e Luigi Spagnol, del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol.  Secondo i firmatiari infatti questo disegno, “secondo cui la replica di parte prevale sulla ricostruzione di giornalisti e autori neutrali”, inquina “proprio l’informazione più responsabile e professionale”.

Un approccio corretto? Vi renderete conto della positività di tale affermazione prendendo in considerazione autori come Marco Travaglio ed i suoi colleghi, che insieme ad altri, attraverso libri di inchiesta basati su ricerche e documentazioni di questo genere, raccontano la “dietrologia” dell’attualità o di particolari problemi.

E’ indubbio che un limite in tal senso, politica a parte, rischierebbe di abbattere anche tutta quell’editoria basata su temi di cronaca ed attualità criminale. Con una perdita non solo per le case editrici ma per il lettore stesso, privato in questo modo effettivamente di cultura ed informazione specializzata.

Dello stesso parere anche il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Michele Vietti che in merito a ciò che riguarda l’editoria ed il cittadino, racconta quali debbano essere gli elementi che debbono trovare un giusto equilibrio e tra di essi, spunta testuale la ” libertà di stampa e il diritto dei cittadini di essere informati”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>