Effetti non previsti della legge Levi

di Barbara Commenta

Dopo aver confessato di essere affetta da shopping compulsivo orientato ai libri, disturbo tenuto saldamente sotto controllo, mi ritrovo a leggere l’articolo di Valentina, che invita i lettori ad approfittare delle offerte delle librerie online, prima che entri in vigore la legge Levi.

Ecco, non ho potuto resistere: ho cominciato ad aprire tutte le pagine e a cercare le offerte migliori. Naturalmente i libri che costano meno sono quelli che mi interessano anche meno. La tentazione però è forte. Per un attimo comincio a pensare ai regali di Natale: non potrei anticiparne qualcuno?

E’ bastato il mio estratto conto online a tenermi buona. Ad avere la meglio, però, è la cattiva opinione che ho di noi italiani, popolo abituato a schivare qualsiasi tipo di legge in qualsiasi ambito.

C’è una vocina che mi dice che ben presto editori o librai troveranno il modo di allettare noi bulimici del testo scritto. A meno che, questa legge non porti conseguenze inattese. La prima: aumento delle vendite degli eBook (che costano secondo me ancora troppo, ma sempre meno di un libro di carta).

La seconda: aumento dei testi messi illegalmente on line. Il peer to peer, se non lo sapete, è frequente anche tra i lettori, proprio per via dei prezzi dei libri. Certo, non credo che qualcuno abbia messo a disposizione i testi di Grace Paley o Alice Munro. Sicuramente però gialli, fantasy e romanzi d’amore hanno molti estimatori di buona volontà.

Infine, risvolto affatto illegale, anzi decisamente positivo, noi bulimici potremmo dedicarci alla letteratura di qualità. Diciotto o venti euro per un libro che si legge in due giorni ci sembrano un po’ sprecati, ma un bel romanzone che dura a lungo li vale tutti.

Ora che ci penso: rinsalderemo anche i rapporti di amicizia per ricominciare a prestare e farci prestare l’oggetto del desiderio. Poi certo, ricominceremo anche a litigare perché molti volumi non ci tornano indietro. Insomma, a ben pensarci, la legge Levi cambierà davvero tante cose.

Photo Credits | nate steiner

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