I libri sono vittime inconsapevoli della crisi

di Valentina Cervelli Commenta

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I libri? Sono le prime vittime della crisi. Ed in un paese nel quale la popolazione è famosa per non aver voglia di leggere questo rischia di diventare davvero un problema nell’editoria. Perché ormai anche i lettori incalliti sono costretti a comprare meno libri e facendo sempre di più attenzione al prezzo di ogni volume, il quale deve sottostare preferibilmente sotto la soglia dei 10 euro.

E’ almeno il 59& di coloro che comprano a preferire quelle opere che rientrano in tale fascia di prezzo. Appoggiando involontariamente alcune scelte editoriali e specifiche edizioni proposte dalle case editrici. I dati sono emersi nel corso del convegno “Ad un anno dall’approvazione della legge sul prezzo dei libri. Gli operatori a confronto” di Roma  a Montecitorio organizzato dalla Commissione Cultura della Camera. Un incontro nato per comprendere quale siano state le conseguenze della “famigerata” (per i lettori) legge Levi.

Ecco quindi che la norma che avrebbe dovuto salvaguardare librai e librerie, un mercato aperto e pluralista e le case editrici, si trova a dover combattere anche con una crisi economica molto pesante che per definizione è capace di affossare qualsiasi tipologia di iniziativa volta a salvaguardare la compravendita di beni. Tra l’ottobre del 2011 ed il giugno del 2012, secondo l’Istituto Nielsen gli acquisti  sono diminuiti del 10% negli ultimi tre mesi del 2011, del 5% nel primo trimestre 2012, mentre sono invariati nel secondo trimestre.  Secondo i politici una valutazione precisa degli effetti della legge con questo quadro economico è impossibile. In caso di recessione è difficile valutare se la legge sia stata in grado di frenare il calo del settore.

Da lettrice non milionaria, se me lo concedete, la considero una riflessione un tantino azzardata. Chi ha un budget limitato lo ha sia in caso di crisi che in mancanza della stessa. E soprattutto la ha in mancanza di sconti. Come è possibile tutelare il mercato se si mette un freno alla possibilità di comprare di tutte le persone?

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