Ebook?Gli intellettuali francesi ne sono spaventati

di Valentina Cervelli 2

Ben 451 intellettuali francesi hanno lanciato un’appello “contro” l’ebook, oggetto misterioso del quale sembrano aver paura.  Questi si sentono infatti minacciati dal libro elettronico e dal mondo che esso spalanca ai lettori. Essi vivono l’evoluzione dell’editoria digitale come una “degradazione del modo di leggere, produrre, condividere e vendere libri”. Una visione catastrofica a quanto pare.

Bene, mi verrebbe facilmente da rispondere: allora preparatevi a mangiare penna e calamaio, perché la gente, priva di alternative ad un costo esorbitante di alcuni volumi cartacei, dovrà per forza darsi alla pirateria o smettere di comprare. Mi è difficile comprendere perché la maggior parte degli scrittori intellettuali non riesca a comprendere o vedere la potenzialità del libro elettronico, se ben sfruttato. Possibile che non si rendano conto che l’ebook spesso e volentieri consente una compravendita di opere ad un prezzo “accessibile” che consente al lettore di avere il prodotto ed a loro di guadagnare?

Si discutesse della pirateria, sarei d’accordo con loro. Ma stiamo parlando di una delle più grandi rivoluzioni dell’editoria, spesso osteggiata anche da molti editori. In particolare mi vien da contestare il passaggio dell’appello che recita come a causa dell’ebook “i diversi mestieri del libro vengono squalificati e rimpiazzati da operazioni tecniche che è inconcepibile fare con calma”. Sbagliato! O se così è, prendetevela con le case editrici? Si pensa che in un ebook un editore di bozze non serva? Qualcuno che riveda il testo prima della “stampa” elettronica?

Personalmente trovo davvero inconcepibile una simile posizione. Senza contare che l’ebook da spesso modo a giovani e capaci scrittori di farsi conoscere. O anche in questo campo la meritocrazia deve essere ristretta ai sempre soliti vecchi “parrucconi”? Alla faccia di Stephen King che con l’ebook ci giocava anche quando gli ereader erano ancora un sogno e sfruttava il pc per la distribuzione. Certo, la posizione degli stampatori, degli agenti e dei distributori è precaria, ma questo non è dovuto all’alternativa data dal digitale, ma a prezzi troppo altri ed a politiche sbagliate. Il libro cartaceo non morirà come molti pensano. E se ne rimarrà “strozzato” sarà colpa di chi non è stato in grado di gestire bene i cambiamenti.

Commenti (2)

  1. Qualcuno si sarà lamentato, quando venne diffusa la stampa, perché i soliti noti non avevano più il controllo sui libri, non essendo più deputati a copiarli – e chissà cosa avrà detto: magari che si sarebbero diffusi i libri di chissà quanti eretici… 🙂 Scherzi a parte, temo che sia solo difficoltà a misurarsi con una situazione effettivamente difficile, cioè un mutamento strutturale delle modalità di produzione e fruizione del contenuto scritto. In fin dei conti è una tragedia: per qualcuno; per altri una grande opportunità. Sono sicuro che per noi sarà un’opportunità!

    1. Ti quoto pienamente. Io sarò ripetitiva, ma con Kindle ora posso permettermi (tempo e lavoro permettendo.. e mi dice bene di lavorare su Libri e bit 😉 ) di poter leggere anche un libro a settimana. Cosa che prima non potevo fare. Certo, Stephen mi tocca sempre cartaceo, ma mi son potuta permettere biografie, anche in inglese che prima erano irraggiungibili 🙂 io amo indistintamente cartaceo ed ebook, ma mi urta il sistema nervoso chi attacca a prescindere il libro elettronico 😉

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