Ebook, Google ancora nei guai

di Valentina Cervelli 1

 Ancora guai in arrivo per Google. Ed ancora una volta da parte di grandi nomi dell’editoria francese: Gallimard, Flammarion e Albin Michel. Le case editrici hanno infatti richiesto all’azienda di Mountain View un corrispettivo per la digitalizzazione, non autorizzata , di 9797 volumi  riscontrabili nei loro cataloghi.

Sebbene la causa sia stata presentata lo 6 maggio, la notizia è trapelata solo un paio di giorni fa grazie al  sito specializzato Livres Hebdo. Quanto verrebbe a costare il tutto a Big G? Dieci milioni di euro: e solo per il momento.

La cifra infatti potrebbe salire, dato che la maggior parte delle opere sono ancora in corso di scansione e la biblioteca di Google continua ad aggiungere titoli su titoli alla disponibilità per i suoi utenti. Ovviamente se si prende in considerazione il problema dal punto di vista economico, dieci milioni di euro rappresentano quasi delle briciole per il colosso informatico. Di certo vi è però che la faccenda potrebbe creare dei precedenti spiacevoli e soprattutto l’ennesimo ostacolo al suo  “Google Books Library Project” ed in particolare della sua sfumatura “Book Search” che riguarda la scansione completa di libri fuori commercio, ed una digitalizzazione parziale, con semplice anteprima, per quanto riguarda i titoli ancora presenti nelle vendite.

Da quale punto di vista si prenda la questione, rimane il fatto che mai come negli ultimi mesi Google si è trovato invischiato in problematiche relative alla case editrici ed agli ebook. Il giudice Denny Chin lo scorso Marzo aveva aiutato l’associazione americana editori a porre il veto sul progetto. Ed è stato il suo ufficio a passare, come ovvio che fosse, alle case editrici francesi l’elenco dei libri giù scansionati da Google per verificare la presenza di loro titoli all’interno.

Big G intanto, sta ancora attendendo la sentenza d’appello sul suo ricorso al precedente verdetto favorevole a La Martinière, (altro problema legale in terra francese, questa volta per plagio letterario, n.d.r) e si detta “stupita” del nuovo problema, confidando  nella “conformità di Google Book Search alle leggi francesi e internazionali sul copyright”.

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