Roger Jon Ellory, lo scrittore che si lodava da solo

di Valentina Cervelli 2

E’ un autore che conosciamo anche in Italia per i suoi “Vendetta”,  “Voce degli angeli” e per diverse altre opere: Roger Jon Ellory è uno scrittore di successo. Con un piccolo vizietto:  recensiva positivamente i suoi libri e lo faceva sotto falso nome.  Su Amazon ed attraverso degli account specifici, con i quali non ci pensava due volte a stroncare i libri dei suoi colleghi.

Il tutto, ovvio, per favorire un passaparola in rete, che come risaputo, parte dalle recensioni dei retailer. E’ la prima “immagine” del libro che un lettore ha: se un suo pari lo apprezza e ne spiega il perché,  per lui rappresenterà una spinta all’acquisto. Ed era su questo meccanismo che Roger Jon Ellory basava il suo comportamento, nel 2008, con gli pseudonomi Jelly Bean e Nicodemus Jones.

E’ stato il Daily Mail a scoprire il “gioco”: e per il giallista è stato gioco forza ammettere immediatamente la sua colpa e chiedere scusa ai propri lettori. Il bello delle recensioni scritte dall’autore, consta nella forza emotiva che inseriva nei suoi commenti, rilasciano opinioni così sentite da essere davvero struggenti e convincenti. Uno degli esempi più grandiosi delle sue capacità (beh, in fin dei conti è uno scrittore affermato, N.d.R.) recita:

Basta comperarlo e leggerlo perché vi sentiate rigenerati nella mente e… toccati nell’anima.

Si parlava di “A Quiet Belief in Angels”. Al contrario di ciò che si poteva leggere nei commenti riservati ai diretti concorrenti.  Peccato che la sua arma gli si sia torcendo contro: decine di utenti che hanno amato i suoi libri, lo stanno ora denigrando per ciò che ha fatto, votando appositamente in negativo nella classifica.

Entrambi i comportamenti (quello dello scrittore e quello dei fan delusi) sono da condannare. Se un libro lo trovo gradevole, lo faccio a prescindere dal comportamento dell’autore. Sulle nostre opinioni non avrete mai dubbi: sono soggettive ma sincere anche sui nostri autori preferiti.

Photo Credit | Getty Images

Commenti (2)

  1. La rete non è un buon posto in cui barare. Prima o poi il baro viene scoperto – spesso più prima che poi – e la rete è notoriamente spietata in questi frangenti.

    1. vero. Anche se per quanto uno possa rimanere deluso, non so… non comprendo la reazione di chi ha trovato buono il libro e poi lo rinnega. Nessuno è perfetto. E le stupidaggini… si fanno ogni tanto.

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