Poesia, è morta Giovanna Bemporad

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Giovanna Bemporad, poetessa e traduttrice, si è spenta ieri nella sua casa di Roma. Una fine artista ed un’instancabile lavoratrice. Un elemento  solido degli intellettuali di un tempo. Qualche esempio? Basta citare i suoi amici: Camillo Sbarbaro, Giuseppe Ungaretti e Pier Paolo Pasolini.

Una donna straordinaria che ha sempre preso la vita di petto. Giovanna Bemporad ha esordito molto presto nel mondo della letteratura, iniziando a soli quindici anni con la traduzione in endecasillabi dell’Eneide. Un lavoro straordinario, soprattutto se si pensa che è stato effettuato in sole 26 notti.  La letteratura epica poteva essere considerata un po’ la sua specialità. Nel 1993 vinse il premio alla traduzione in forma poetica del ministero dei Beni Culturali con la traduzione dell’Odissea, tra l’altro portata in scena nel 2004 da Renato Greco. Il suo lavoro venne definito:

Infinito perfezionamento ritmico e sonoro, teso a restituire all’endecasillabo il suo diritto a esistere nella Poesia del Novecento con una pronuncia originale e moderna. È quasi impossibile, nel suo caso, fare distinzione fra testi originali e testi derivati: negli uni e negli altri circolano la stessa ansia di assolutezza formale, la stessa vitrea incandescenza, un’unica rarefatta ossessione.

E’ a lei che dobbiamo molte traduzioni di poeti maledetti come Paul Verlaine ed Arthur Rimbaud.  La sua vita, sebbene costellata di traduzioni importanti, ha dato lustro anche alla poesia originale. La sua raccolta “Esercizi”, uscita nel 1948, è stata ripubblicata nel 2011 con nuove poesie. Un volume giunto tra l’altro finalista sia nel Premio Camaiore 2012 ed al Poesia Napoli 2012 giusto lo scorso dicembre. Sebbene prolifica e di talento, la Bemporad è nota i più in maniera più forte per le sue amicizie. Con Pier Paolo Paolini passò il periodo della guerra a Casarsa, e dopo la guerra per motivi politici, arrivò a proclamarsi lesbica.

La sua dipartita lascia un grande vuoto nel mondo della letteratura.

 

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