Luigi Pirandello, un’anima tormentata

di Valentina Cervelli Commenta

 Centoquarantacinque anni fa nasceva un autore italiano tra i più importanti e conosciuti al mondo: Luigi Pirandello. Croce e delizia di ogni studente, grandissimo scrittore e commediografo. Un vero artista della parola che ha segnato e continua a segnare in maniera indelebile la nostra cultura tutti i giorni attraverso le sue opere.

Il padre fu un combattente garibaldino arricchitosi con il commercio di zolfo, la madre sorella di un commilitone del padre. L’aria respirata a casa Pirandello era tipicamente risorgimentale e l’appartenere ad una borghesia ricca ma tutt’altro che sonnolenta ha dato modo allo scrittore di crescere libero da preconcetti, anche in ambito letterario.

La sua spinta alla descrizione, al voler scrivere, fu dettata in tenera età dalla difficoltà a comunicare con il padre (persona molto schiva caratterialmente, N.d.R.) e dal misticismo inculcatogli da una serva di famiglia, il quale lo portò tra l’altro ad interessarsi di spiritismo da giovanissimo. Molto cattolico nei primi anni della sua vita, si allontanò dalla chiesa in seguito ad uno scorretto comportamento nel parroco della sua cittadina.

La sua prima opera, “Barbaro“, composta ad appena undici anni, andò perduta. Un conflitto con il rettore dell’Università di Roma lo portò nel 1886 a partire per Bonn, dove completò i suoi studi e contemporaneamente affinò la sua tecnica di scrittura. Il bello della vita di Pirandello è che di per se stessa assomiglia quasi ad un romanzo. Sapevate che rimasto “incastrato” in un matrimonio di convenienza per volere dei genitori nello stesso incontrò l’amore vero? La successiva malattia mentale della moglie, che amava disperatamente, lo portò ad avvicinarsi alle teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud ed a studiare con passione e dedizione i misteri della mente umana.

Il romanzo “Il fu Mattia Pascal” rappresentò il primo vero successo di Luigi Pirandello: ma un fortre apprezzamento di pubblico non bastò a convincere i critici: fu solo il suo sbarco a teatro a renderlo la leggenda che noi tutti conosciamo, consacrato dal premio Nobel per la letteratura vinto nel 1934.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>