Recensione di Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello

di Valentina Cervelli Commenta

Gli esami di maturità e di terza media sono vicini e ho deciso di essere solidale con le migliaia di studenti che affronteranno gli esami di stato, rispolverando nella mia libreria un libro per loro decisamente importante da conoscere, “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello per vedere che effetto mi faceva riprenderlo in mano dopo tanti anni. 

Va detto, l’attesa ne è valsa, perché lontana dai libri scolastici, ho avuto modo di apprezzarlo di più rispetto alla prima lettura, avvenuta circa 10 anni fa. Parliamoci chiaro senza troppi giri di parole. La storia di Vitangelo, la sua voglia di capire effettivamente come viene visto dagli altri è né più né meno lo stesso processo che tutti quanti noi viviamo o dovremmo vivere per comprendere davvero cosa vogliamo dalla vita e cosa cerchiamo di ottenere dalla stessa. Per il protagonista di “Uno, nessuno, centomila”, la questione è comprendere cosa lui voglia davvero e chi voglia essere. Perché alla fine, per ognuna delle altre persone presenti nel libro, il protagonista ha un ruolo ben preciso.

Nel momento in cui questo suo “apparire/essere” per ognuno viene a mancare, c’è una certa destabilizzazione per Vitangelo, ma ancor più l’effetto cade sui suoi comprimari. La moglie, che prima effettivamente lo comandava a bacchetta, il socio in banca, che lo utilizzava come “firma-carte” ed i cittadini stessi che invece di apprezzare il cambiamento lo pensano pazzo ed in parte pericoloso. E che cosa si ottiene alla fine? Che la donna lo lascia, che i suoi soldi vengono utilizzati per costruire grazie all’aiuto del vescovo un rifugio per persone povere e che la gente in generale lo abbandona. Fattore di cui lui non sicura perché vivendo alla fine in quest’ultima costruzione all’aria aperta e senza preoccupazioni, Vitangelo ha trovato sé stesso.  Luigi Pirandello affronta il problema dell’esistenzialismo in modo perfetto e devo ammettere di averlo capito bene solo in questa seconda e più profonda rilettura.

Photo Credit | Getty Images

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