Jennifer Weiner, Vicino sempre più vicino

di Barbara Commenta

 Vicino più vicino mi sembra il miglior romanzo scritto da Jennifer Weiner, il più maturo da un punto di vista narrativo. E’ appena uscito per la Piemme e si candida ad essere, secondo me, uno dei romanzi più letti dell’estate.

Tra gli scritti della Weiner, il mio preferito, naturalmente, resterà sempre Brava a letto, che l’ha fatta subito amare dal grande pubblico (e che pare diventerà presto una serie televisiva).Tuttavia, Vicino più vicino ha una scrittura diversa, più controllata, più limata rispetto alle opere precedenti.

D’altronde anche la protagonista, stavolta, non è una ragazza, ma una donna, Sylvie, che ha sacrificato la propria vita e le proprie aspirazioni per permettere a suo marito di fare carriera in politica. Dopo aver modellato, anche chirugicamente, il suo aspetto per poter apparire al meglio nelle foto ufficiali, dopo aver lottato per il suo matrimonio, Sylvie scopre che Richard l’ha tradita.

Insieme alla storia di Sylvie seguiamo anche quella delle due figlie: Diana, medico, sposata con un uomo che non ama e Lizzie, apparentemente la più fuori di testa della famiglia, che cerca di recuperare la propria vita dopo aver affrontato un periodo di disintossicazione. Ce la faranno tutte e tre a ridare un senso alla propria esistenza, a vivere un’affettività matura e libera?

Contestata da chi crede che la narrativa femminile sia sempre e comunque leggera e di pessima qualità, la Weiner è invece amata da noi lettrici perché dietro il classicissimo tema dell’amore, lavora sulla complessità delle relazioni, sul rapporto con sé stessi, sulla pressione sociale, sull’apparire eternamente magre e giovani come priorità assoluta per molte donne.

La storia di Sylvie sembra ricalcare quella di molte first ladies e in genere i personaggi della Weiner ci sembrano tutti conosciuti, quasi scontati. E’ però proprio questa familiarità che ce li rende vicini e che ci consente di arrivare a riflettere, senza rendercene conto, anche su temi complessi.

Le decisioni di Sylvie, le domande che si porrà sul proprio matrimonio, sulle sue responsabilità di moglie, di madre, e su quanto infine deve anche a se stessa, portano le lettrici, una volta chiuso il romanzo, a ragionare su problemi che non hanno a che fare con la chick lit (che di solito prevede copioni e finali piuttosto scontati).

Credo sia questo il dono che hanno scrittrici come Jennifer Weiner e Jodi Picoult, di cui ho parlato qualche giorno fa: sono scrittrici che invogliano i lettori a pensare e a leggere ancora. Potremmo dire lo stesso di tanti altri grossi nomi?

Vi consiglio dunque questo romanzo, come una lettura leggera ma non per questo meno impegnata. Vi dirò in più che stavolta la Weiner ha aggiunto anche un bonus: mi ha infatti sorpresa con un inaspettato erotismo, che non ricordo o che forse non ero pronta a cogliere nei precedenti romanzi. Una lettura perfetta, quindi, per corroborare anche le nostre passioni estive.

«È stato stupido» aveva ripetuto Richard. «Lei era…» la frase gli era morta sulle labbra. Sylvie l’aveva fissato con lo sguardo gelido che riservava in genere a Lizzie e alle sue bugie. «Era cosa?». Lui aveva fermato il ginocchio dondolante e alzato nuovamente i palmi, stringendosi nelle spalle. «A dir la verità, Sylvie, mi ricordava te». «Solo vent’anni più giovane» aveva ribattuto lei, maliziosa. «Se proprio volevi distinguerti, avresti dovuto fartela con una sessantenne.» Richard era riuscito ad abbozzare un sorriso e Sylvie aveva sentito gli angoli della bocca che minacciavano di sollevarsi. Era così facile, di una facilità così seducente, ricadere nei cari vecchi botta e risposta tra marito e moglie. E poi lo conosceva da così tanto tempo: i ritmi della sua conversazione, le cose che lo divertivano. «O avresti potuto essere fedele» aveva aggiunto spietata. «Era pur sempre un’opzione».

Autore: Jennifer Weiner
Titolo: Vicino sempre più vicino
Traduzione: Irene Annoni
Editore: Piemme
Pagine: 462
Prezzo: € 19,00
ISBN 978-88-566-1715-3

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