Uccelli di Rovo, di Coleen McCullough: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Se esiste una storia d’amore bella, tormentata ed emozionante è sicuramente quella di Uccelli di Rovo, romanzo di Coleen McCullough del quale tutti ricorderete lo sceneggiato televisivo con Richard Chamberlein, sicuramente il sacerdote più sexy mai potuto uscire dalla mente di una scrittrice.  E sebbene la sottoscritta sostenga che non vi è storia d’amore più bella di quella raccontata in Jane Eyre, questa si staglia al secondo posto e non molto lontana.

Quando ci si approccia al libro, bisogna dimenticare la trasposizione televisiva. Perché per quanto stupenda, è decisamente riduttiva rispetto al capolavoro rappresentato dal libro.  Non solo perché la scrittrice statunitense è dotata di un linguaggio perfetto dal punto di vista descrittivo, ma soprattutto perché è in grado di emozionare, facendo davvero palpitare il cuore anche ai più cinici.

Si tratta di quella giusta commistione tra lo struggimento di Meghan, che come ogni donna desidererebbe possedere l’uomo che ama completamente, senza dividerlo con nessuno, e quello di Ralph, sacerdote che vede crescere questa bambina, la vede diventare donna e capisce che al mondo, proprio per la naturalezza con la quale si trova vicino a questa (inizialmente) ragazza, può esservi qualcosa  in grado di mettere a dura prova l’obbedienza talare nei confronti di Dio.

Ma dove sta tutto lo struggimento che fa di questo libro un capolavoro? Nella incapacità di Ralph di essere uomo fino in fondo e cedere alla sua ambizione. Per capire solo in punto di morte la stupidità di avere perso non solo del tempo senza l’amore della sua vita, Maggie, ma di aver rinunciato, con la sua cieca ambizione, a capire che quel ragazzo che la donna gli affida perché vuole prendere i voti sia in realtà suo figlio, la sua fotocopia. Una realtà che tutti avevano compreso al primo sguardo.

Lo struggimento degli anni passati senza stare insieme sono nulla per Ralph e Maggie, rispetto a quello che provano quando sono insieme, quella perfezione sempre rovinata o sminuita da qualcosa. Un libro assolutamente da leggere, anche se si vuole venire a conoscenza di molte realtà, non solo storiche, di un paese bello come l’Australia.

 

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