La canzone di Achille di Madeline Miller, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Può un romanzo possedere un impianto molto valido a livello di intreccio a tal punto di far dimenticare il dispiacere che vi sia a leggere un determinato stile di scrittura? La risposta è positiva e “La canzone di Achille” di Madeline Miller ne è l’esempio perfetto.

Ottima caratterizzazione dei personaggi

Solo una studiosa della storia greca e dei suoi miti poteva regalare un romanzo, basato su personaggi epici, che fosse convincente a tal punto da portare il lettore a far finta di non vedere alcune criticità stilistiche. Ad onor del vero la speranza è quella che ad essere non perfettamente adeguata sia la traduzione piuttosto che il testo originale: detto ciò, non si può negare che se la storia è raccontata bene, su qualche bruttura stilistica ci si può passare sopra senza problemi perché saranno gli stessi personaggi del libro, caratterizzati in maniera eccelsa, a trascinare chiunque legga fino alla fine  il romanzo senza storcere troppo la bocca.

“La canzone di Achille” di Madeline Miller fa esattamente questo: si viene così coinvolti dalla storia e dai suoi protagonisti che alla fine anche una struttura stilistica un po’ traballante sembra essere semplicemente il modo un po’ goffo di raccontare una storia stupenda. Sarà stata una scelta volontaria dell’autrice? Questo non si può dire, ma di certo si può affermare che questa storia epica d’amore tra Achille e Patroclo è la lettura che  tutti dovrebbero fare questa estate se non l’hanno già fatta.

Una storia d’amore omosessuale ben raccontata

E non solo perché una storia d’amore omosessuale raccontata nel contesto dell’antica Grecia potrebbe aiutare molte menti a ragionare su diversi temi, ma perché è proprio l’equilibrio tra la parte storica, quella relativa la battaglia e l’intreccio amoroso che rende questo romanzo un piccolo gioiello di letteratura storica. Questo libro riesce a catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine, lavorando su un percorso di interesse basato sulla continua aggiunta di elementi storici importanti. Un escamotage in grado di catapultare all’interno dell’antica Grecia sia coloro che sono attirati dal racconto di gesta eroiche, sia quelli che prediligono invece il focus sulla storia d’amore.

Si è sempre detto tanto del mito di Achille e Patroclo, talvolta scherzandoci su e altre volte prendendo in considerazione solo la parte relativa alla battaglia di Troia:  questo romanzo trova  un equilibrio che non era assolutamente scontato e non si riesce a fare a meno di pensare alla storia d’amore tra Achille e Patroclo in questo caso e raccontata con dolcezza e naturalezza. Libro decisamente consigliato.

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