Recensione de “L’ultima canzone” di Nicholas Sparks

di Valentina Cervelli Commenta

Quando parliamo di Nicholas Sparks è necessario tenere bene a mente che sicuramente ci troveremo a leggere una storia d’amore. Più o meno melensa, più o meno ben strutturata. E con “L’ultima canzone” lo scrittore non esce quasi per nulla dal suo classico seminato. E questo è in parte confortante ed in parte noioso.

Personalmente devo dire che nonostante i suoi difetti continuo a preferire “I passi dell’amore“, libro per il quale ho sviluppato negli anni una sorta di affetto particolare dato dalla modalità struggente nel quale l’amore viene raccontato. Anche “L’ultima canzone” è una bellissima storia d’amore adolescenziale, in grado di catalizzare su di sé la giusta attenzione. Ma leggerlo è stato come combattere continuamente con  qualcosa che mancava. Insomma, i personaggi non vengono caratterizzati come sarebbe stato giusto che fosse. Fortunatamente da questa equazione di salva il padre della ragazza, figura importante all’interno della narrazione. Per il resto tutto appare scontato.

Fin dalle prime pagine. Ed allora ci sono due cose che si possono fare: divertirsi nel leggere la storia prendendo spunto per darsi un tono e giudicare con cinismo, non facendo caso alle ovvietà, gli adolescenti di oggi e quelle particolarmente fortunate nella vita come la nostra protagonista, o lanciare il libro dall’altra parte della stanza sperando che si fosse trattato di un regalo perché rispetto ad altre opere, Nicholas Sparks è apparso dannatamente deludente. Io ho scelto la prima via ed in qualche modo me la sono cavata, lo ripeto per renderlo chiaro, grazie a quelli che sono i punti fermi di questo scrittore, sia nella narrazione che nello stile.

Ma è facile immaginare che chi si è approcciato al libro senza l’adeguata preparazione, sia rimasto un tantino deluso. Volete provare a consolarvi? Guardate il film estratto dalla storia. Dovrebbe essere quello nel quale hanno recitato insieme Miley Cyrus e Liam Hemsworth, ora coppia nella vita.

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