Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Lo ammetterò subito, alla prima riga: ho preso in mano “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald spinta dalla volontà di avere una conoscenza della storia prima di vedere l’omonimo film di Baz Luthermann con Leonardo di Caprio. Nonostante una mia strana avversione per lo scrittore dopo un tentativo di lettura di un’altra sua opera.

E miracolo: il libro non mi è dispiaciuto affatto. Soprattutto per il suo protagonista e la sua caratterizzazione. Senza contare che se possedessi una macchina del tempo probabilmente gli anni ’20, periodo di ambientazione del romanzo, diventerebbero il mio nuovo luogo di residenza temporaneo: vestiti, musica, atteggiamento. Certo, eravamo un po’ indietro con i diritti delle donne, ma l’atmosfera di quegli anni a cavallo tra le due grandi guerre non sono mai state replicate nel futuro. Questa parentesi è stata necessaria per spiegarvi come il contesto sia stato primario nel farmi gradire il libro. Questo e, lo ripeto, Gatsby.

Lui è un po’ l’eroe melanconico del libro, il personaggio che per quanto possa prodursi in una vita non irreprensibile ti  viene spontaneo giustificare perché alla base di tutto vi sono state una vita ingiusta ed una donna che definire peripatetica sarebbe anche troppo poco. L’amore è la forza più grande che si possa incontrare  Il problema è che al pari dell'”insonnia della ragione” di Goya crea dei mostri. In questo caso specifico, ne “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald da vita ad una sorta di canonizzazione da parte del protagonista di una donna che non lo merita. Fattore questo che lui non comprende e che per vicissitudini di ogni sorta, lo porterà anche ad una morte prematura.

Va detto senza possibilità di smentite che a ragione è considerato, il libro, una delle pietre miliari della letteratura americana. Tralasciando infatti qualche personale problema di stile, non si può prescindere dalle spettacolari ambientazioni, dalle complete caratterizzazione e dallo svolgersi importante degli eventi. C’è da sperare che il film con Leonardo Di Caprio sia in grado di bissare la bellezza del romanzo.

 

 

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