Francis Scott Fitzgerald: da Minimum Fax uno speciale ed una festa a tema

di Barbara Commenta

La casa editrice Minimum Fax si è lanciata in un progetto bello e ambizioso che riguarda la riscoperta del novecento americano e uno dei suoi autori principali ovvero Francis Scott Fitzgerald. Le opere dello scrittore sono state ripubblicate in una traduzione ad opera di narratori italiani come Giuseppe Culicchia, Francesco Pacifico, Tommaso Pincio e Veronica Raimo.

La Collana Fitzgerald verrà presentata sabato 5 marzo al Circolo degli Artisti di Roma con una festa in tema. Intanto sul sito potete trovare uno speciale sull’autore con interventi di Giulia Bussotti, Gianluigi Ricuperati, Paolo Cognetti, Tiziana Lo Porto, Nicola Lagioia. Naturalmente dovreste partire dal libro che lo ha reso più famoso, Il Grande Gatsby.

Questo romanzo e Robert Redford sono stati insieme la fortuna e la sfortuna di uno scrittore pieno di talento come Francis Scott Fitzgerald. Insieme lo rappresentano nell’immaginario di molti lettori e lo limitano perché non tutti, poi, vanno a caccia delle altre opere dello scrittore e non tutti, dopo aver visto il film, si decidono a leggere il libro.

Nella mia giovinezza, come dire, paga della visione del fascinoso Redford e della torbida e indecifrabile Mia Farrow ho commesso anche io lo stesso errore.

Poi mi sono detta, che insomma non potevo non cercare di capire come mai Fitzgerald fosse così famoso. In fondo, forse, avevo provato a leggerlo quando ero ancora troppo giovane per apprezzarlo. In effetti, rileggendolo ora, ho scoperto uno scrittore dal linguaggio ricco, evocativo e insieme tagliente e diretto, mai noioso, poetico senza essere sdolcinato. Una vera sorpresa per me.

A questo punto, sono molto curiosa di leggere le nuove traduzioni. Sicuramente andrò a cercare, per confrontarlo, il brano in cui Gatsby compare sulla scena. Vi riporto l’apparizione nella traduzione di Fernanda Pivano:

Il vento si era calmato, lasciando una chiara notte chiassosa, piena di frusciar d’ali fra gli alberi e di un insistente canto d’organo, la voce sonora della terra che si manifestava attraverso le rane esuberanti. La sagoma di un gatto oscillò nella luce lunare, e voltando il capo per guardarlo mi accorsi che non ero solo: ad una ventina di passi una figura era sorta dall’ombra del palazzo del mio vicino fermandosi in piedi, con le mani in tasca a guardare i granelli argentei delle stelle. Qualcosa nei movimenti disinvolti e nella salda presa dei piedi sul prato mi fece capire che quello era il signor Gatsby, uscito a verificare quale fosse la porzione locale del cielo che gli spettava.

[Photo Credits: Irina slutsky su Flickr]

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