Il grande Gatsby: Tommaso Pincio per Minimum Fax

di Giada Aramu Commenta

Tradurre è un’arte e niente è equiparabile all’emozione di poter dar voce a un grande romanzo e a un grande romanziere. E’ stata sicuramente una grande quella provata da Tommaso Pincio che ha avuto l’onere e l’onore di poter tradurre la nuova edizione de Il grande Gatsby, un testo edito dalla casa editrice Minimum Fax pubblicato in occasione della scadenza dei diritti d’autore del romanzo. La traduzione di Tommaso Pincio ha conquistato la giuria, insieme ai traduttori Roberto Serrai e Franca Cavagnoli, tre testi premiati durante l’ultimo Festival degli scrittori. Tra i vincitori abbiamo pensato di citare qui parte dell’intervista fatta a Tommaso Pincio, un umile manipolatore di parole entrato a far parte del campo della traduzione, un mondo fatto di appassionati di letteratura straniera che scelgono di sporcarsi le mani con grandi opere pur faticando nell’ombra e con uno stipendio davvero inadeguato. Il traduttore ha raccontato il suo lavoro al quotidiano La Repubblica spiegando le fasi pià importanti della traduzione e dei metodi utilizzati durante la stesura, soprattutto nel campo linguistico: “Tradurre non è differente dal restaurare: si deve trovare una giusta misura tra il romanzo come è stato creato e la patina del tempo. Che poi è lo sguardo di noi moderni”.

 E ancora, Tommaso Pincio ha voluto sottolineare l’importanza delle traduzioni già esistenti dell’opera, una fase importante che l’ha aiuto durante la comprensione del testo e la fase di stesura, una sezione importante e assolutamente indispensabile per un buon risultato finale.

Ma come si diventa traduttori letterari? La risposta, anche in questo caso, è molto chiara ed efficace: per scrivere e tradurre è necessario leggere molto; è durante la lettura che si apprendono, consciamente e inconsciamente, tutti i codici della lingua scritta e le regole editoriali che è necessario rispettare durante la scrittura. Scrivere e tradurre sono due attività nobili che costringono il redattore ad utilizzare costruzioni prima sconosciute, una fase solo precedente a un lavoro ancora più importante, quello della limatura, dove le ripetizioni vengono eliminate per non rovinare il piacere della lettura ed essere cullati sull’onda di una narrazione perfetta.

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