Versetti pericolosi di Alberto Maggi

di Barbara Commenta

 Quali sono i versetti pericolosi di cui parla Alberto Maggi? Quelli in cui Gesù perdona un’adultera e ne evita la lapidazione. Storia che conosciamo praticamente tutti, ma che venne messa al bando nella redazione dei vangeli perché troppo scandalosa:

Il facile perdono concesso alla donna, senza pretendere almeno il suo pentimento, era intollerabile, e poteva mettere a rischio la stabilità coniugale. Le comunità rifiutavano questo brano del vangelo di Luca e lo toglievano dai loro vangeli, come testimonia Agostino: «alcuni di fede debole, o piuttosto nemici della fede autentica, per timore, io credo, di concedere alle loro mogli l’impunità di peccare, tolgono dai loro codici il gesto di indulgenza che il Signore compì verso l’adultera, come se colui che disse “d’ora in poi non peccare più” avesse concesso il permesso di peccare».

Quando mi hanno consigliato Versetti Pericolosi, di Alberto Maggi, e Storia dei Papi di O’Malley, ho accettato di leggerli solo perché presenti nella collana Campo dei fiori edita dalla Fazi e diretta da Vito Mancuso.

Ho imparato a prendere sempre in considerazione un libro consigliato da Mancuso perché sono una di quelle persone che ha abbandonato la religione, ma che ancora si interroga sulla fede.

Ed è proprio di fede che parla Alberto Maggi, teologo dell’Ordine dei Servi di Maria, con un saggio illuminante sul messaggio evangelico di Gesù. Come donna ho ovviamente apprezzato in modo particolare la riflessione sul rapporto tra Gesù e le donne del suo tempo. Più in generale, ho amato il fatto che Maggi rimarchi a più riprese la gratuità dell’amore evangelico.

L’amore di cui parla Gesù non è un amore da meritare. Il concetto non è: se fai il bravo, ti voglio bene. L’amore è un dono che non pretende niente in cambio ed è questo che lo rende poi capace di cambiare, di sanare le persone. Laddove, ovviamente, c’è qualcosa da sanare.

Anche in questo Gesù è fonte di scandalo, allora come oggi: lui vede gli uomini per quello che sono. Non vuole uniformarli, assoggettarli ad un prototipo di uomo per eccellenza.

Mentre cercavo informazioni su Maggi, mi sono imbattuta in un video in cui il teologo parla del rapporto tra Chiesa e omosessualità e lo fa prendendo le mosse proprio da questi concetti.

Maggi, come Fox, come Don Gallo, sono come una boccata fresca per chi non si riconosce più in una religione altamente discriminante e lontana dall’uomo.

Se volete approfondire un discorso teologico diverso dal solito vi consiglio, oltre agli autori già citati, anche Hans Küng, Adriana Zarri e Michela Murgia (che non è teologa, ma ci offre davvero molti spunti interessanti).

In un mondo dove l’inferiorità della donna era sancita dalla religione e accettata come normale da tutti, il comportamento di Gesù con le femmine non poteva che essere fonte di scandalo, e la scelta di accoglierle al suo seguito è incomprensibile: nella lingua ebraica, il vocabolo discepolo esiste solo al maschile, e Giovanni il Battista ha svolto la sua attività solo con maschi. Come ha potuto pensare Gesù di andare «per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio» (Lc 8,1) portando con sé delle donne? Non sa forse che «un discepolo dei saggi non de-ve parlare con una donna per strada, neanche se è sua moglie, sua figlia, sua sorella»?

Autore: Alberto Maggi
Titolo: Versetti pericolosi
Editore: Fazi
Anno: 2011
Pagine: 178
Prezzo: € 16,00
ISBN 978-88-6411-501-6

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