Il richiamo della sirena di Tricia Rayburn, recensione

di isayblog4 Commenta

Mai leggere un romanzo di questo genere se sei a letto con l’influenza. D’accordo, Il richiamo della sirena è un young adults e io ho quarantanni, quindi dovrei essere in grado di mantenere una certa lucidità. Eppure nel momento in cui Vanessa, la protagonista, comincia a sentirsi male, sono diventata ipocondriaca e accusavo tutti i suoi sintomi. Tutti. Facciamo però un passo indietro: chi è Vanessa? Perché sta male?

Vanessa è un’adolescente che ha appena trascorso un’estate dolorosa e piena di sorprese: sua sorella Justine si è lanciata da una scogliera ed è morta. Ha scoperto che il paese in cui ha sempre trascorso le vacanze estive con la sua famiglia è manipolato da una famiglia di sirene assassine, che hanno provocato anche la morte di Justine e che lei stessa è una di loro, pur non avendo ancora subito alcuna mutazione.

Dopo aver eliminato le sirene con l’aiuto dei fratelli Caleb e Simon (il primo fidanzato di Justine, il secondo suo) Vanessa si accorge che il tuffo in mare le è stato fatale e che anche lei si è trasformata.

Nessuno però sembra volerla aiutare a ricostruire il proprio passato, a scoprire le proprie origini. Chi era sua madre? Che fine ha fatto? Quanto suo padre e sua moglie, che ha cresciuto Vanessa come se fosse sua figlia sanno delle sue condizioni?

A complicare la situazione, il dubbio che Simon stia con lei solo perché succube del fascino che, come sirena, esercita in modo naturale sugli uomini. E la presenza della sua amica Paige, che in una volta sola, a causa delle sirene, ha perso sia il proprio fidanzato che il bambino che aspettava da lui.

Con questo secondo capitolo, la saga, cominciata con il volume Sirene, si fa a tratti davvero spaventosa. Vanessa scoprirà che i rischi che corre superano di gran lunga la propria immaginazione e che ogni giorno la sua vita è in pericolo non solo perché non assume sufficienti dosi di acqua di mare, ma perché qualcuno, insospettabilmente, la sta osservando e tramando contro di lei.

Tricia Rayburn ha reinterpretato in chiave moderna il mito delle sirene. Harry Potter, a dire la verità, ci aveva già insegnato che non sono poi così belle. Anzi sono piuttosto pericolose e notevolmente brutte.

La Rayburn, togliendo loro la coda e lasciando intatta la loro bellezza, riesce a portare il fascino della mitologia nel quotidiano. Fascino e terrore, a dire il vero, perché questo libro per ragazzi è davvero molto coinvolgente e se fosse “tradotto” in un film mi metterebbe non poca ansia. Ecco, già immagino stuoli di giovani lettori che mi credono una pappamolla. Ebbene, temo abbiano ragione.

Quello era il punto in cui di solito, ammesso che fossi riuscita ad arrivare a tanto, sarei tornata precipitosamente giù per le scale. Eppure mi sentivo incredibilmente bene. Calma. Forte. La sensazione era incominciata non appena ero finita in acqua e si era intensificata. Ero stata sott’acqua meno di un minuto, ma, quando ero tornata sulla terra ferma, il mio corpo era già riuscito ad assorbire il sale e io mi ero sentita bene come quando ero saltata giù dalla scogliera di Chione.

Autore: Tricia Rayburn
Titolo: Il richiamo della sirena
Traduzione di Francesca Fiore
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Anno: 2012
Pagine: 312
Prezzo: € 17,00
ISBN 978-88-566-1498-5

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