Professioni editoriali: il correttore di bozze

di Valentina Cervelli 1

Il correttore di bozze: sembra una figura quasi mitologica se vista con l’occhio del lettore:  conquista una importanza tutta sua se per una volta si prova ad immedesimarsi dall’altra parte, ovvero se si guarda il mondo dell’editoria con l’occhio di chi scrive.

Anche perché, inutile dirvelo, il libro che troviamo negli scaffali, spesso e volentieri non è lo stesso che è uscito dalla mente dello scrittore.

O meglio ne è una versione corretta e migliorata. Provate a scorrere le biografie di qualsiasi autore, anche del vostro preferito, e scoprirete come si affidi sempre a qualcuno che rilegga le sue opere. Si tratta di persone essenzialmente pagate dalla casa editrice per la quale la persona pubblica le sue opere, che presto o tardi si ritrova a divenire un punto focale dell’esistenza dello scrittore, l’unica figura della quale fidarsi, molte volte, per ciò che concerne la storia e  la sua sistemazione.

Il correttore di bozze, come il suo nome suggerisce, corregge il manoscritto, la storia così come esce dalla penna dell’autore, aiutando quest’ultimo a sistemarne le pecche, correggerne la forma, e dove necessario, tagliare qualche scena. Per i libri, come per i film, funziona l’editing: come in una sala di montaggio si decide cosa lasciare e cosa togliere.

Il tutto al fine di ottenere un’opera il più possibile fedele a ciò che lo scrittore può voler raccontare. Si tratta di un lavoro di concerto. E basta leggere le dediche ed i ringraziamenti alla fine di ogni volume venduto per avere una idea dell’importanza alla quale queste figure assurgono. Sono i correttori di bozze quasi sempre le prime persone a leggere il manoscritto, ma più importante, sono le prime chiamate a criticarlo in tutto il suo essere, a leggerlo con l’intento di migliorarlo.

Si tratta di una professione tutt’altro che semplice, da portare avanti con serietà.

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