Addio e grazie per tutto il pesce, di Douglas Adams: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

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Fate scrivere ad un umorista una storia d’amore e vi ritroverete alquanto ingarbugliati mentalmente. E’ stato davvero un parto per me riuscire a concludere la lettura di questo libro, “Addio e grazie per tutto il pesce” di Douglas Adams, e solo dopo sono riuscita a comprendere perchè: poverino ha subito lui stesso una nascita davvero tumultuosa.

Piccola spiegazione per tutti voi frutto di una breve ricerca: Douglas Adams, nella stesura di questo volume ha subito il fiato sul collo del proprio editore per tutto il tempo. Motivazione? Il rispetto delle scadenze. Ora: Santa Pace benefica, ma si può mettere in tensione un genio mentre lavora? Va bene che la serie della Guida galattica per gli autostoppisti soffre come molte altre opere di alti e bassi, ma  il primo ed il terzo volume sono geniali e divertenti nonostante qualche difetto intrinseco: perchè abbattere la qualità per via di una scadenza?

Dovevo dirvelo perchè spiega la motivazione per la quale in parte mi sia rimasto indigesto ed in parte mi abbia divertito. Chi vi scrive è la prima sostenitrice della figura dell’editor e della sua importanza come correttore di bozze ma non quando il suo intervento arriva palesemente a disturbare la narrazione in linguaggio ed organizzazione. Ed insomma, lo stile di Adams è unico.   Già inserire Arthur Dent in una storia d’amore è quasi un azzardo: figuriamoci se qualcuno ci mette mano inficiando il classico stile delle sue avventure.

Ad ogni modo, sebbene con fatica il risultato è stato portato a casa e se devo essere pienamente onesta, nonostante la palese difficoltà, vi consiglio di leggere questo libro. Bloccare la lettura della saga per un problema di questo tipo… non vale la pena. Anche perchè curiosamente vediamo trasformarsi il ruolo dei computer all’interno dei libri. Visti prima come nemici, ora risorgono ad altro tipo di considerazione. Questo perchè l’autore, in concomitanza, si innamorò del primo Apple.

 

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