“Numero Uno”, libro confessione di Gigi Buffon

di Valentina Cervelli Commenta

 Ormai i calciatori sembrano avvezzi a comporre autobiografie e similari composizioni: quasi come se fossero nel corso di una partita di pallone, si trovano a proprio agio a combattere con grammatica e sintesi. Tutto questo per dirvi che anche il portiere della nazionale e della Juve Gianluigi Buffon ha dato alle stampe il suo libro “Numero Uno”.

Per riuscire nell’impresa si è fatto dare una mano dal giornalista e suo amico Roberto Perrone, di stanza presso il Corriere della sera. Una sorta di libro confessione attraverso il quale far emergere quel ragazzone sensibile e delicato che non molti colgono un po’ a causa di un aspetto da gigante ed in parte perché ritenuto spesso “antipatico” per le sue prese di posizione.

Il volume inizia immediatamente con il racconto, da parte del portiere, della sua lotta contro la depressione. Ecco quindi arrivare subito la caduta del primo mito, quello del calciatore giovane, bello e privo di problematiche. Commenta Roberto Perrone:

Il fil rouge che accomuna la vita di Buffon sia fuori che dentro il rettangolo di gioco è la sincerità. Tra i calciatori più importanti è il meno costruito, il più spontaneo, quello che pensa una cosa in privato e la dice in pubblico. Spesso, come è accaduto anche recentemente, ha pagato anche per questo.

Quello che si scopre man mano nel libro è un Gigi Buffon normale, come tante altre persone, sebbene dotato di una fortuna economica cospicua ottenuta attraverso la sua professione. Un uomo ostinato, la quale tenacia gli ha consentito e gli consente di rimanere calmo in qualsiasi circostanza, anche in quella che attualmente lo vedrebbe in qualche modo collegato alle indagini sulle scommesse calcistiche.

Il ritratto di un giocatore, ma anche il ritratto di un uomo che merita di essere conosciuto per quello che è, con i suoi pregi ed i suoi difetti. E le biografie, è risaputo, in questo sono maestre.

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