Gola Profonda, l’autobiografia di Linda Lovelace

di Valentina Cervelli Commenta

E’ arrivata solo da qualche giorno in Italia e come già è stato nel resto del mondo dove la sua versione in lingua originale è da tempo a disposizione dei lettori,  “Gola profonda” di Linda Lovelace si è già rivelato un libro molto particolare da leggere. Rientra senza dubbio in quella schiera di autobiografie di difficile comprensione e forte impatto.

Che fosse in qualche modo così, va ammesso, era una possibilità ovvia. Parliamo di Linda Susan Boreman, la pornostar americana più famosa del mondo. Colei che ha praticamente inventato un genere e che dalla sua creatura è stata perseguitata nel corso di una vita tutt’altro che facile. La biografia, pubblicata da Castelvecchi, è uno di quei libri che colpiscono e lasciano segni sul lettore. Basta solo pensare, per darvi una piccola anticipazione, del racconto della donna in merito alla sua iniziazione (obbligata) al sesso a pagamento.

Si tratta del diario di una vita che ha avuto ben tempo di sedimentare prima di raggiungere le librerie italiane. E della prima delle autobiografie di Linda. La seconda “Out of Bondage”, uscì nel 1986. Gola Profonda, originariamente sotto il nome di Ordeal, è stata invece data alle stampe per la prima volta negli Stati Uniti nel 1980.

Fu il suo primo marito, sotto la minaccia delle armi, a costringerla alla prostituzione. E nulla viene risparmiato nel racconto. Anche la sua prima volta come prostituta di ben cinque clienti. Linda Lovelace muore nel 2002 a Denver a 53 anni.  Questa la sinossi della sua biografia:

Linda Lovelace, pseudonimo di Linda Susan Boreman, nel 1972 divenne una delle più famose attrici del cinema pornografico recitando da protagonista nel primo film a luci rosse legale della storia, Gola profonda. Il film ebbe fin da subito un successo clamoroso catturando l’attenzione di un vasto pubblico, e uscendo dalla nicchia riservata al cinema hard divenne un caso nazionale negli Stati Uniti, dando il via al cosiddetto genere «porno-chic». Tutto questo successo (il film, costato complessivamente 25mila dollari, incassò, alla fine, ben 100 milioni!) mise in secondo piano le drammatiche vicende e le sconvolgenti verità che si nascondevano dietro le scene interpretate dalla Lovelace. Ridotta in schiavitù da suo marito, Chuck Traynor, Linda conobbe una realtà di brutali violenze, percosse quotidiane e stupri di gruppo. Costretta alla prostituzione, fu obbligata ad accettare il ruolo nel film dopo una serie di minacce (con tanto di pistola). In questa sua autobiografia, Linda racconta i terribili retroscena della sua storia, una storia di umiliazione, oppressione e violenza che ha lasciato un segno indelebile nella sua vita, e gettato una macabra luce sull’industria del porno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>