Life and Death di Stephenie Meyer, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Per chi ama Stephenie MeyerLife and Death” è sicuramente un ritorno alle origini condito con un pizzico di originalità. Esso infatti arriva nel decennale dell’uscita di Twilight e racconta la storia del primo libro della serie con un cambiamento davvero importante: i protagonisti di genere opposto a quello originale.

Abbiamo quindi Edythe la vampira e Beau l’umano. Non voglio togliervi il gusto di scoprire quali altri cambiamenti nella storia sono stati apportati. Quel che possono dirvi da fan di Stephenie Meyer è che vale la pena leggerlo. Certo, al momento è disponibile in lingua inglese: per leggerlo in italiano bisognerà aspettare gennaio 2016. Ma il risultato vale l’attesa. Il libro è piacevole, scorre bene e non è mai pesante. La scrittrice dal punto prettamente artistico è sottovalutata per quel che mi riguarda. Difatti quando mi trovo a parlare con persone che storcono il naso per la serie di Twilight invito anche a leggere “L’ospite” altra sua opera davvero interessante. Certo, il background di Stephenie Meyer a livello religioso e sociale un tantino si percepisce anche in “Life and Death” ma non è nulla che in qualche modo contamini in maniera negativa la sua opera.

E’ un libro che consiglio senza problemi e non solo agli appassionati di Stephenie Meyer, ma anche a coloro che stanno prendendo man mano confidenza con la lingua inglese. La scrittura dell’autrice è infatti molto semplice da comprendere e  consente davvero a tutti di godere di una storia ben scritta. Se poi siete fan, inutile dirlo:  probabilmente avrete già acquistato e letto il libro.

 

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