Ciao, di Walter Veltroni: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Devo essere sincera: di solito da libri scritti da ex politici o giornalisti, se posso, me ne tengo lontana. Ho deciso di provare con “Ciao” di Walter Veltroni e non me ne sono pentita, almeno questa volta. E so il perchè di questa “occorrenza”.

Il tema è molto bello intendiamoci, almeno dal mio punto di vista, ed essenzialmente ricade in quelle che sono le mie sacche di interesse. Ma è la scrittura del libro che mi ha conquistata. Non me lo aspettavo onestamente non avendo mai letto nulla di Walter Veltroni. “Ciao” raccoglie in se moltissime riflessioni scritte essenzialmente da un giornalista che decide di mettere nero su bianco la sua prosa come fosse poesia. Ovvero con delicatezza, ma contestualmente con la classica fermezza data dallo stile paratattico che quasi tutti i giornalisti fanno proprio. Non so se leggerei un altro libro di questo scrittore, devo essere sincera. Un po’ perchè amo la letteratura d’evasione e un po’ perché il tipo di autore che lo stesso rappresenta non è sempre confinabile in un genere: fattore questo positivo per molti versi, ma limitante da altri.

In questo caso sono molteplici i temi immessi in una storia nella quale rivediamo molto del reale Walter Veltroni. Anche se i due protagonisti principali sembrano inizialmente essere molto diversi dallo stesso. Un consiglio? Leggetelo. “Ciao” è un libro dal titolo molto semplice e dalla capacità evidente di dare numerosi spunti a chiunque abbia voglia se non di ragionare, almeno di porsi qualche domanda. E questo è qualcosa che andrebbe sempre fatto.

 

 

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