Maze Runner – La fuga” di James Dashner, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Dato per assodato che il primo capitolo della saga mi sia piaciuto, devo ammettere di aver sperimentato una simile sensazione leggendo il secondo: “Maze Runner – La fuga” di James Dashner.

fuga

 

A livello stilistico e di linguaggio i pregi di James Dashner rimangono praticamente gli stessi. Ecco quindi che non è difficile appassionarsi ad un volume del genere, sebbene in qualche modo, nel profondo del proprio cuore a livello di trama si sarebbe sperato in un po’ di pace per i suoi protagonisti. Sarò sincera: per quanto mi sia piaciuto “Maze Runner- La Fuga”, la trama di “Maze Runner- Il labirinto” appariva forse leggermente più lineare e meno “cervellotica da seguire”. Diciamolo in tutto e per tutto: il protagonista Thomas è il centro di tutto nel vero senso della parola. Ed è anche al centro dell’obiettivo di coloro che stanno studiando, e continuano a studiare, i ragazzi dei labirinto. E’ noiosa come cosa? La risposta è ovviamente negativa perché il romanzo di per sé è interessante e lo scrittore riesce davvero a tirar fuori il meglio con la sua prosa.

Ma sarei ipocrita se non dicessi che la voglia di leggere il terzo per avere, si spera, finalmente delle risposte più chiare, è alta. E non poco. Vi è bisogno di capire dove l’autore della serie voglia effettivamente arrivare nella conclusione del suo percorso. Insomma, se vi state chiedendo se valga la pena di leggere la trilogia, per quel che ho sperimentato finora la risposta è positiva.

 

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