Cinquanta sfumature di nero, di E.L. James

di Valentina Cervelli Commenta

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Cinquanta sfumature di nero? Il libro più piacevole della trilogia di E.L. James. Sebbene rimanga fermamente convinta che da tre libri mediocri se ne potesse creare uno ben fatto attraverso una bella sforbiciata ed un lavoro di editing serio, devo ammettere mio malgrado che il secondo libro è il meno irritante di tutti. Perchè meno artefatto e sicuramente più sincero. Concedetemi però di dire che di erotico, alla fine, non ha poi molto.

E questo è un bene, perchè sarebbe il caso di avvertire l’autrice che il genere non fa per lei. Più che altro perchè come giustamente accade in una fan fiction, a prescindere da come la si imposta, si tende a voler cercare per forza il lieto fine per i protagonisti. E questo volume della trilogia ne è la completa dimostrazione.

Christian, dopo aver perso Anastasia per via della sua voglia di scoprire quanto  poteva essere dura una “punizione”, capisce che quello che lui aveva tentato di impostare come un gioco per non fronteggiare i suoi demoni interiori, si è trasformato in amore, senza se e senza ma. E questo lo porta per forza di cose a dover cambiare registro. Ed al mondo BDSM ed a quel senso di controllo maniacale al quale è attaccato per vivere con se stesso, sostituisce Anastasia, con i suoi difetti ed i suoi pregi, trasformandola nel suo filtro nei confronti della realtà. Ha bisogno di proteggerla ( le lettrici della saga della Meyer riconosceranno in pieno il libro “Eclipse” sul sottofondo ed in alcune palesi “scopiazzature”, N.d.R.) da tutto e da tutti. Ma al contempo tenterà di aprirsi un po’ di più al momdo.

Anastasia ovviamente vive sul filo del rasoio, sempre più gelosa e senza che se ne renda conto sempre più simile a Mr. Grey, incanalata in episodi sempre più sfortunati che esaspereranno entrambi i caratteri dei protagonisti. Ma che porteranno la coppia al matrimonio. Se posso essere sincera, questo è stato il libro più interessante. Per le dinamiche che sono nate all’interno della storia. Alcuni personaggi continuano ad essere assolutamente inutili, e infilati nel mezzo tanto per fare qualcosa. Ma scordatevi di etichettarlo come libro erotico, per favore, come abbiamo fatto con “Cinquanta sfumature di grigio“. Parliamo di cose totalmente differenti.  Questo è il volume che ho letto più facilmente, ma anche quello che mi ha fatto più “arrabiare”. Unendo i primi due e tagliando l’inutilità, aggiungendo in fine l’epilogo dell’ultimo libro della trilogia si sarebbe potuto ottenere un capolavoro.

Voto: 6=

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