Il valore di una fan fiction

di Valentina Cervelli Commenta

valore fan fictionAvendovi presentato poco fa Sfigabella e Vampirozzo, una riflessione sulle fan fiction è doverosa.  Non solo perchè amatorialmente ci danno modo di verificare, ancora una volta, che di talenti nella scrittura è pieno il mondo, ma anche che tentare la strada della rivisitazione, del nuovo ispirato all’originale alla lunga paga. In ogni senso. Quale è il loro valore rispetto all’originale?

Effettuando un breve giro in rete per il libro di Monica Di Battista, ho scoperto che il libro, da almeno un paio di anni, è disponibile come torrent e almeno in precedenza, era possibile scaricarlo da alcuni siti specializzati nella saga. Ora ovviamente, negli spazi web, è stato tutto rimosso. Come accade spesso per le fan fiction che riescono nel grande salto verso gli scaffali di una libreria. Io stessa ne ho letta una in inglese, subito dopo l’uscita di Breaking Dawn (parliamo sempre di Stephenie Meyer, N.d.R.) che presentava un ipotetico “continuo” della Saga. E credetemi sulla parola, poteva essere scritta dalla stessa autrice per quanto fatta bene, nello stile, nella caratterizzazione dei personaggi e nel loro modo di esprimersi.

Quale è il valore di queste opere?  La risposta è al contempo facile e difficile da formulare. Perchè sebbene molte volte, (e questo deve essere ovviamente inteso per ogni fan fiction di libri, racconti,  e sceneggiature) aiutino a mantenere vivo l’interesse per un libro e talvolta riescano a giungere alla pubblicazione grazie al talento ed al colpo di genio, altre volte l’immaturità artistica e letteraria di chi si butta nell’impresa è così palese che appare evidente l’inutilità del gesto.

Certo, sognare non costa nulla, mentre mettere insieme una storia o un romanzo che tengano anche dal punto di vista artistico è un tantino più difficile.  Certo, la soddisfazione a prescindere dal risultato c’è. Personalmente tentai una riscrittura de “I peccati di Peyton Place”  di Grace Metalious intorno ai 16 anni perchè assolutamente in disaccordo con il finale della trama. La mia scrittura di quei tempi era decisamente acerba, ma ancora oggi provo una certa soddisfazione a rileggerla ed a farla finire… come voglio io!

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