Riflessi di te, di Sylvia Day: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Ogni tanto, quando la classifica chiama, io rispondo. Motivazione per la quale, grazie ad amica compiacente, mi son fatta prestare “Riflessi di te“, di Sylvia Day. Non è la prima volta che mi butto nella lettura di una saga partendo da un libro che non sia il primo. Ed in questo caso, devo essere sincera, particolari problemi non ve ne sono stati.

Mi capitò in questo modo anche con “La torre Nera” di Stephen King: iniziai dal quinto volume della storia, “I lupi del Calla“. Se il libro è scritto bene, una lettura “disordinata” non inficia” il risultato. Ed almeno da questo punto di vista con Sylvia Day si può stare tranquilli: l’approccio è stato tutt’altro che traumatico.  Anche grazie ad una ricerca ben ponderata in rete per capire se il secondo capitolo da solo poteva funzionare. Parliamo di un young adult erotico (non saprei trovare migliore definizione, N.d.R.) la cui storia, nonostante tutto, scorre abbastanza facilmente. Ed il tutto di cui parliamo è probabilmente in buona parte composto dall’essere una rivisitazione (non mi azzardo a parlare di fan fiction ma penso di esserci andata vicina…, N.d.r.) di Cinquanta Sfumature di Grigio, con una semplice differenza: molto più sesso nudo e crudo e situazioni ancor più incredibili che quasi ti fanno vivere la trilogia della James come fattibile nella realtà.

Mi son resa conto nel corso di questa lettura, e del successivo periodo di riflessione (molto breve) nella mia mente, che “Riflessi di te” non è altro che emanazione pura e semplice dei pruriti sessuali che noi donne abbiamo. Senza nulla togliere a Sylvia Day ovviamente, che si salva come autrice perché ben sopporto il suo stile. E’ un libro che vi consiglierei di leggere? Forse solo se siete alla ricerca di un sollazzo erotico masturbatorio. Se penso di leggere anche gli altri capitoli? Un bella domanda davvero.

Photo Credit| Getty Images

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