La Torre Nera: La canzone di Susannah

di Valentina Cervelli Commenta

La canzone di Susannah” è il quinto e penultimo capitolo della saga di Stephen King, “La Torre nera“. Si tratta di un volume controverso, differente rispetto tutti gli altri della stessa serie. In questo caso le differenze non vanno rilevate a livello stilistico, ma quanto in quello narrativo.

Si tratta del libro con meno mordente rispetto agli altri, ma rappresenta un volume chiave se si intende capire la storia in tutto per tutto.

Stephen King riprende il racconto partendo dal Calla. Padre Callahan, ormai è deciso,  lascerà il suo paese con i pistoleri rimasti. Sono due le missioni importanti da portare a compimento: il salvataggio del lotto sul quale risiede la rosa, e il recupero di Susannah, prigioniera nel suo stesso corpo per mano di Mia, la demone che attende di mettere alla luce suo figlio.

Stravolgendo i piani del gruppo, il Ka (il destino secondo il pistolero, n.d.r.)spedisce il piccolo Jake e il reverendo a recuperare la donna, e manda Eddie e Roland ad occuparsi della questione terreno. Mai l’intervento fu più provvidenziale: ad attendere i due pistoleri più grandi vi è infatti un commando di malviventi decisi a mettere bastoni fra le ruote ai due. Questo perché inizialmente il terreno della Rosa doveva andare a finire nelle mani degli emissari del Re Rosso.

I due grazie all’aiuto provvidenziale di una figura che diventerà importante non solo nel volume ma anche in quello successivo, riescono a fuggire, assicurarsi il terreno ed a comprendere il meccanismo chiave per tentare di salvare la Torre nera.

Capiscono che devono recarsi da loro creatore, uno scrittore del Maine da poco divenuto famoso grazie ad alcuni romanzi: si tratta proprio di un giovane Stephen King, con tutti i suoi pregi narrativi ma soprattutto i suoi difetti. È lui una delle colonne portanti che sostengono la torre nera, chiamate vettori. Ed un altro ulteriore compito, scopriranno ben presto pistoleri, è quello di salvaguardare Stephen King.

Sebbene in linea teorica lo scrittore rappresenti l’ideatore della vita di Roland, Eddie, e del resto del gruppo, i due capiscono che quest’ultimo  è solo un tramite per il Ka.

Inizia qui, in questo volume, ad essere presente lo scrittore stesso come una figura che supera addirittura quella del deus ex machina. Diventa egli stesso protagonista della storia, più nel male che nel bene. Questa scelta di King si rivelerà poi l’unica giustificabile per ciò che riguarda l’evolversi della storia e per ciò che concerne l’intera trama dell’opera stessa.

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