La Torre Nera: La Sfera del Buio

di Valentina Cervelli 1

La Sfera del buio” è l’ultimo volume (il quarto dell’intera saga, n.d.r.) di quella che potrebbe essere definita la prima parte dell’opera epica di Stephen King, La Torre nera. Si tratta di un blocco, di un confine che è facilmente intuibile se si prosegue con la lettura dei volumi rimasti.

E non solo per via della  grande pausa che lo scrittore ha preso prima di scrivere il quinto volume. Si tratta di una differenza sostanziale riscontrabile nella narrazione stessa. Qui il tomo perde l’aura di mistero che  permea i tre volumi precedenti trasportando il lettore in una delle storie d’amore più belle mai scritte da King.

Roland, Eddie, Susannah e Jake si trovano a combattere contro la pazzia del treno che li ha portati via dalla città morente di Lud. Un robot impazzito, che il gruppo di pistoleri può sperare di combattere solo trovando un indovinello al quale lo stesso non è in grado di rispondere. In questo caso, proprio quando nessuno se l’aspetta e tutto sembra essere dato per spacciato, è Eddie a salvare la pelle a tutti, grazie ad un umorismo mai compreso dall’ultimo cavaliere.

Roland è un personaggio particolare, la troppa sofferenza della sua vita lo ha portato a chiudersi in se stesso, privandolo della capacità di lasciarsi andare sia il dolore che alla gioia. Nel corso del romanzo scopriamo perché: veniamo a conoscere la sua storia famigliare e quella del suo grande amore Susan, la  “dolce fanciulla bionda alla finestra”.

In un racconto perso nello spazio e nel tempo,  davanti ad un bivacco su un’autostrada americana di un mondo sterminato dalla superinfluenza, Roland apre il suo cuore e svela il suo passato ai compagni di viaggio. Il timore di essere giudicato svanisce quando a fine racconto, dopo aver raccontato la morte di Susan, il pistolero vede negli occhi dei suoi amici comprensione e amore. Per lui e per ciò che ha dovuto sopportare. Le avventure del gruppo di pistoleri non finiscono qui: l’uomo nero, creduto morto da Roland ne “L’ultimo cavaliere”, è vivo e vegeto e pronto a tentare di dare l’ultimo scacco al pistolero.

Come già anticipato in precedenza, con questo romanzo si conclude quello che può essere riconosciuto come il primo ciclo della saga di Stephen King.  Anche se, facendo attenzione in un determinato punto, il lettore attento potrà scovare in parte della prosa anticipazioni importanti di quello che sarà il futuro della narrazione. Il racconto anche qui risulta fluido e particolareggiato. Non bisogna però distogliere l’attenzione dalla caratterizzazione dei personaggi: si tratta infatti di un volume chiave nell’intera storia

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