Nuovo stop alla trasposizione de “La torre nera” di Stephen King?

di Valentina Cervelli Commenta

Ancora uno stop per la trasposizione cinematografica e televisiva de “La Torre Nera” di Stephen King. Il progetto presentato dal regista Ron Howard alla Warner Bros è al momento considerato troppo oneroso per poter essere affrontato. Sarà destino? Possibile che le avventure di Roland e dei pistoleri di Gilead non debba vedere la luce? O vi è qualcuno già pronto?

A quanto pare sembrerebbe di si. Nonostante il cedimento della Warner, arrivato nemmeno due settimane dopo il preliminare via libera, ecco arrivare la Media Rights Capital (si sussurra sostenuta anche dall’Imagine Entertainment, N.d.R.) farsi avanti per tentare di gestire la trasposizione dell’epico script. Inutile negarlo, il progetto è ambizioso e sicuramente costoso. Ma data la lunghezza e la complessità dell’epica saga non potrebbe essere altrimenti. Non ricordo propriamente nella prefazione di quale libro Stephen King disse che la Torre Nera, nonostante la sua magnificenza difficilmente avrebbe visto la luce in Tv o al Cinema. Perché sarebbe stato impossibile riprodurre le atmosfere e fare un buon lavoro.

Solo un genio folle come Ron Howard poteva tentare e lo scrittore si è dimostrato favorevole al tentativo.  Il regista è anche uno dei partner dell’Imagine Entertainment. Vedremo, come accadde per “Titanic”, Howard investire di tasca propria? Quel che è certo è che a livello cinematografico la serie della Torre Nera sembra soffrire di una maledizione, visto che le major cinematografiche decidono di investire su prequel e rifacimenti delle opere dello scrittore americano senza decidersi a dar vita alla saga. Peraltro attesa febbrilmente dai fan che non vedono l’ora di poter toccare con mano l’espressione fisica dei propri beniamini.

Io posso dirvi che con gli anni ho visto avvicendarsi nella mia mente anche attori che ormai non sono più adatti a quei ruoli per i quali sarebbero stati perfetti qualche anno fa. Come andrà a finire? Non ci resta che avere ancora una volta la pazienza di attendere.

Photo Credit | Getty Images

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