Libro in cantiere per Raffaele Sollecito con distribuzione americana

di Valentina Cervelli Commenta

 Raffaele Sollecito scriverà un libro sulla morte di Meredith Kercher. Sicuramente esprimendo il suo punto di vista sulla vicenda. Ma a fare notizia, almeno in ambito letterario non sono tanto il tema e la scelta della strada intrapresa dal ragazzo, assolto in secondo grado dall’accusa di omicidio nei confronti della giovane inglese, quanto per il fatto che abbia deciso di pubblicarlo negli Stati Uniti avvalendosi di un agente letterario statunitense.

E’ innegabile che molti italiani storceranno in naso davanti a questa eventualità: le cronache ci hanno mostrato la reazione popolare alla sentenza di assoluzione di qualche settimana fa. Un problema che però sembra non scalfire minimamente il ragazzo, il quale  deve aver scelto questa particolare formula per ovviare ai problemi di distribuzione o di approccio popolare che il libro avrebbe trovato in patria.

Sollecito verrà rappresentato dalla manager letteraria di Seattle Sharlene Martin. Una scelta decisamente fuori dagli schemi ma comunque di un certo peso. Perché la donna sarà forse estranea al circolo letterario di New York ma vanta tra i suoi “colpi” di genio professionali bestseller come “Getting It Through My Thick Skull” di Mary Jo Buttafuoco, sul tradimento  del marito bullo italoamericano con la giovane Amy Fisher, finito poi in tragedia e “The Pregnancy Project”, la storia vera di una 17 enne che ha finto per mesi di essere incinta  semplicemente per per redigere un saggio scolastico sul tema.

Insomma, parliamo di una professionista che sembra avere il pallino della cronaca e che non disdegna di shockare e ricevere critiche.  Parliamoci chiaro: il libro di Raffaele Sollecito non venderà magari come  un libro di John Grisham, ma per il coinvolgimento di Amanda Knox  e la storia processuale correlata, sarà sicuramente, anche solo per curiosità, acquistato in maniera decisamente preponderante oltreoceano.

Dando modo al ragazzo non solo di dare il suo punto di vista ma di rendere noto una parte di sé, forse nell’estremo tentativo di rigettare quell’aura da “ingenuo” che per anni lo ha caratterizzato in merito alla vicenda. L’agente Martin ci tiene però a sottolineare che il libro ancora non esiste, anche se è partita la ricerca di un ghost writer adatto a lavorare con Sollecito. Grazie al mandato ricevuto la donna potrà vendere anche cinematograficamente  e produrre la memoria del ragazzo.

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