La Torre nera: Terre Desolate

di Valentina Cervelli Commenta

Il terzo episodio de La Torre nera, “Terre desolate“, incomincia diverse settimane, mesi dopo la chiusura del precedente romanzo. Roland sta pian piano guarendo, Eddie e Susannah sono ormai una coppia affiatata che non può fare a meno l’uno dell’altra. Ma c’è qualcosa che non va: Roland uccidendo colui che menomò Susannah, eliminò anche la causa di morte di Jake, non potendo sopportare che il ragazzo oltre che la morte per mano sua a favore dell’uomo nero subisse l’ennesimo dolore.

Tutto ciò porta uno stravolgimento dello spazio-tempo, sia per l’ultimo cavaliere che per il bambino. Entrambi sono costretti a combattere costantemente con delle voci nella testa che  riportano alla loro mente i ricordi di entrambi relativi al periodo che hanno vissuto insieme nel mondo del pistolero.

Vi è solo un modo per mettere fine alla sofferenza di entrambi ed è quello di far sì che due si riuniscano nello stesso posto. È struggente trovarsi al cospetto della loro sofferenza: perché se da un lato Roland si strugge e il suo unico punto di sostegno è la chiave di legno che Eddie sta intagliando conscio di dover costruire una porta che consenta al ragazzo di passare, dall’altra parte Jake dando un cambiamento totale alla sua vita incontra la manifestazione della Torre Nera nel suo mondo: una rosa stupenda che gli dona l’altra parte della chiave per raggiungere il pistolero.

I guai per la squadra di Roland non finiscono quando il gruppo è finalmente completo: dopo alcune settimane di viaggio il ragazzo viene infatti rapito mentre gli stessi si trovano a raggiungere la città di Lud,una particolare e futuristica New York. Tutto si risolve pressoché bene, anche se il pericolo nonostante tutto, è sempre dietro l’angolo.

Man mano che Stephen King va avanti con la narrazione della sua storia il suo stile, pur non evolvendosi, rafforza quelli che sono i suoi punti cardine: frasi brevi e sentite, ed i dialoghi serrati fanno in modo tale che il lettore continui a sentirsi coinvolto nella storia in maniera sempre più stretta e decisa. L’urgenza dello scrittore di raccontare più cose possibili di questa storia inizia a farsi evidente nell’impeto e nella gran parte delle citazioni(volute e non volute) provenienti dai suoi altri libri che lo stesso fa all’interno del romanzo.

Si tratta forse del volume più controverso della prima parte della saga scritta da King. Bisogna ricordare infatti che dopo il quarto volume, lo scrittore si prese una pausa davvero lunga prima di continuare e terminare la sua opera epica. Riprese solamente dopo l’incidente subito nel 2001 e forse… proprio grazie a quello.

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