Giornata della Memoria: l’importanza dei libri dei sopravvissuti

di Valentina Cervelli Commenta

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata della Memoria. Una giornata istituita (in Italia solo 12 anni fa, n.d.r.) per ricordare tutte le vittime della follia nazista. Celebrazioni, mostre e libri. Tanti libri che riportano le testimonianze di chi non ce l’ha fatta, come Anne Frank e milioni di altre persone, e soprattutto di chi è sopravvissuto. Quasi a rimanere monito vivente per tutti noi. I loro libri, le loro testimonianze dirette sono importantissime. E non debbono essere dimenticate.

Purtroppo il revisionismo, il negazionismo sono dei movimenti esistenti. Dietro parole tecniche si nascondono una voluta ignoranza ed un astio ingiustificato. Una ignoranza pericolosa, che rischia con il suo relativismo di spegnere nuovamente la mente delle persone. C’è chi in rete purtroppo parla di “overdose”, come se ricordare milioni di ebrei, omosessuali, gitani, persone uccise secondo il disegno di un folle fosse semplicemente una “rottura di scatole”. Non è possibile tutto ciò. Non è giusto nei confronti di chi perse la vita. E non c’è modo migliore di mettere le persone di fronte alla dure realtà mettondole a confronto con le testimonianze dirette.

Ho bisogno, per farvi capire l’importanza di questi libri, di spiegarvi la mia esperienza personale. Il primo libro che ho letto è stato Il Diario di Anne Frank. Sono cresciuta, fin dalla più tenera età, guardando insieme a mia madre i documentari sui campi di sterminio nazisti. Immagini e testi (ho letto anche saggi storici ed altre testimonianze di sopravvissuti) magari non adatti ad una bambina di 8 anni, ma che non mi hanno “fatto del male”: mi hanno sconvolta, ma mi hanno anche portato a pormi domande, a tentare di capire perchè fosse successo tutto ciò. Ed a comprendere che solo capendo realmente ciò che è successo, “toccandolo” con i propri occhi leggendo le testimonianze di chi si salvò, talvolta per puro caso, da una morte orrenda,  è possibile capire perchè non bisogna dimenticare.

Perchè non si può considerare “esagerata” l’esposizione al tema Shoah della Giornata della memoria. Goya diceva che ” il sonno della ragione crea mostri”. Gli esseri umani fanno addormentare la loro mente troppo spesso perchè accecati da odio e tornaconti personali e non danno il giusto valore all’esperienza passata. I libri dei sopravvissuti ai campi di sterminio ci aiutano a ricordare, a tenere accesa la lampadina. E vi dirò di più: non limitiamoci a ricordarci di loro solo il 27 gennaio di ogni anno. Facciamone un  punto fermo delle nostre librerie. Ed aiutiamo ad accendere la mente di chi la ha spenta.

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