E’ morto Shlomo Venezia

di Valentina Cervelli Commenta

E’ morto Shlomo Venezia. In molti di voi non lo ricorderanno come scrittore. Eppure di lui io ho il ricordo di Sonderkommando Auschwitz, pubblicato nel 2007. Al pari di Primo Levi, quest’uomo è stato in grado di condividere la sua esperienza nel lager nazista nel corso della guerra raccontandoci di  come la barbarie tedesca sia stata perpetrata con sistema e metodologia, ponendo gli stessi internati nelle condizioni di divenire “carnefici”.

E’ stato l’unico italiano su dieci sopravvissuti totali di questi speciali gruppi creati dai tedeschi, adibiti alla gestione dei cadaveri e dei forni crematori.  Dobbiamo ricordare che queste squadre venivano periodicamente uccise per mantenere il segreto sul sistematico sterminio degli ebrei. Non di rado è Shlomo è finito sotto la scure dei negazionisti, convinti con le loro parole di poter inficiare la realtà e la verità delle sue parole.

Shlomo Venezia è stato uno dei più grandi testimoni italiani della Shoah. Considerabile come tale perchè non si è mai risparmiato: ha sempre contribuito a non far spegnere la memoria di quello che successe in tutta Europa per il disegno malato di una mente folle. E non stupisce che il Comune di Roma abbia voluto dedicargli un minuto di silenzio in memoria. L’impegno di Venezia con i ragazzi, per far sì che conoscessero questo passato ed imparassero a non compiere errori in passato compiuti da altri lo ha portato a lavorare con loro e con la Capitale in più di un’occasione.

Consiglio a tutti il suo libro. E’ una finestra su un mondo che spesso molti si rifiutano di vedere anche nei nostri giorni. E non c’è negazionismo che tenga. La faziosità e la diceria vengono completamente abbattute dalla lettura di una testimonianza così importante. Nell’ultima settimana, tramite Facebook parlava di un periodo davvero duro per lui e per la sua famiglia. Con molta probabilità, ci vien da pensare con il senno di poi, legato a ciò che ci porta a parlare oggi di lui.

Photo Credit | Getty Images

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