Il Diario di Anne Frank, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

anna frankParlare di recensione, quando si tratta di un libro come Il diario di Anne Frank, suona quasi fuori luogo. Perchè parliamo per l’appunto di un diario, delle parole impresse su carta da una una giovane ragazza precocemente strappata alla vita. Forse è stato anche questo uno dei motivi che ha trattenuto una recensione da parte mia di questo scritto. Fu il primo libro che lessi. Un libro che ha sempre influenzato la mia vita e che la ha cambiata.

Per molti versi infatti, se sono quella che sono, se ho scelto una determinata professione e se ho sviluppato un certo carattere lo devo anche a lei. Essere cresciuta con un esempio del genere ha influito molto. Perchè questa giovane non solo ha raccontato le ansie e le paure che contraddistinguevano la sua vita, ma è stata anche capace di darci un simbolo tangibile di quello che la barbarie nazista è stata in grado di creare.

Certo, lei rappresenta un tassello minuscolo di un gruppo purtroppo ben più folto di persone perseguitate dall’idiozia nazista, ma si tratta di un tassello di un certo peso, perchè con la sua semplicità è stata in grado di colpire molti cuori. Personalmente dal “Diario” mi sono poi evoluta in tutta una serie di biografie, libri di testimonianze di persone che la hanno conosciuta, tra le quali Miep Gies che aiutò a nasconderle e che fu la prima fautrice della possibilità per tutti noi di leggere il diario di Anne: salvò infatti gli scritti della ragazza dalla distruzione.

E’ un libro che consiglio a tutti, grandi e piccini. Perchè attraverso gli occhi di una semplice  e vivace ragazzina, è possibile arrivare a comprendere perchè non dobbiamo dimenticare quello che successe a causa di Hitler. Ricordando che la versione che noi tutti conosciamo è stata “giustamente” tagliata basandosi su quella che lei “sistemò” per una futura pubblicazione.  Il mio sogno è entrare in possesso dell’edizione critica del diario, nel quale sono raccolte, in raffronto, la versione originale del diario, ovvero quella personale e completa di Anne, la versione edita  da lei stessa per una eventuale pubblicazione e quella giunta a noi dal dopoguerra, sebbene recentemente “completata” dalla Fondazione Anne Frank,  data alla stampa da parte del padre della ragazza, Otto Frank.

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