Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz di Sami Modano

di Valentina Cervelli Commenta

Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz” di Sami Modano, come la maggior parte delle biografie storiche di questa tipologia non dovrebbero nemmeno essere messe sotto giudizio del lettore: si tratta di volumi che nascono per essere testimonianza e come tali letti e fatti propri.

Libri necessari per non dimenticare

Il mondo, ancora oggi nel 2021, sembra non aver ancora compreso la gravità di una tragedia come quella della Shoah se esistono ancora persone che portano avanti quell’atroce pensiero di xenofobia e razzismo che negli anni 30-40 del ventesimo secolo è stato in grado di dare vita a dittature, guerra e allo sterminio delle persone di religione ebraica. Sami Modano era molto giovane quando è stato internato ad Auschwitz e come lui stesso ha raccontato tutto cambiò nel giro di pochissimo tempo.

Al pari di tanti sopravvissuti all’Olocausto anche lui per molti anni è rimasto in silenzio, salvo poi decidere in vecchiaia di raccontare quella che è stata la sua esperienza. Una delle frasi di Sami Modiano che più danno idea di come l’innocenza di molti adolescenti sia stata bruciata e calpestata è la seguente: “Quel giorno ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentai come un ebreo“.

Raccontare la propria esperienza per molti è stata un catalizzatore per sopravvivere a quel dolore che spesso si è fatto troppo insopportabile: abbiamo visto Primo Levi probabilmente soccombervi dopo una vita piena e serena, almeno apparentemente.

Una storia toccante e di speranza

Sami Modiano nacque nella Rodi degli anni Trenta, un’isola dove la popolazione ha sempre vissuto senza problemi a prescindere dalla propria religione: non vi era violenza, non vi erano discriminazione e odio. Tutto cambia però quando le leggi razziali arrivano e quella che era una normalità pacifica si è trasformata in una realtà da incubo che vede l’autore entrare a tredici anni all’interno di Auschwitz-Birkenau. Nel campo di sterminio vedrà morire tutti i suoi amici e i suoi famigliari.

“Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz” di Sami Modano è la storia della sua lotta per sopravvivere in un contesto dove l’obiettivo di chi gestiva il campo era quello di uccidere tutti gli ebrei, attraverso tortura e violenza. E come per molti alti prigionieri la liberazione non ha coinciso con l’immediato ritorno a casa. Sami si è infatti ritrovato in prima linea con l’esercito sovietico e poi è stato costretto a muoversi a piedi fuggendo per tutta Europa fino al suo arrivo in Italia. Luogo da dove si è congedato a 17 anni per trasferirsi nel Congo belga.

Il libro, edito da Paperfirst in coedizione con Rizzoli, è un libro da consigliare e non solo perché gennaio porta con sé la Giornata della Memoria in onore di tutte le vittime della bruttura nazista, ma perché è importante comprendere tanto quanto l’umanità possa essere crudele e quanta forza sia in grado di avere per sopravvivere.

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